Sicilia, il Tavolo progressista: "Record di esponenti politici indagati"

Sicilia, il Tavolo progressista: “Record di esponenti politici indagati”

Sala d'Ercole all'Ars
L'incontro dopo la vittoria del No
la nota
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PALERMO – “Di fronte alla tardiva reazione della premier Giorgia Meloni che, all’indomani della batosta referendaria, ha avviato un repulisti, in Sicilia è ancora tutto fermo. Nella Regione che ha il record di parlamentari ed esponenti della giunta di governo indagati, rinviati a giudizio o sotto processo, non succede nulla di nulla. E, cosa ancor più grave, nemmeno una parola proviene da Renato Schifani, che non ha proferito parola alcuna mentre negli uffici regionali si consumano reati e volano bustarelle”.

Lo sostengono, in una nota congiunta, al termine di una riunione sulla vittoria del no al referendum, i segretari regionali del Tavolo progressista: Anthony Barbagallo, Pd Sicilia; Nuccio Di Paola, M5s; Davide Faraone, Italia viva; Ismaele La Vardera, Controcorrente; Pierpaolo Montalto, Sinistra italiana; Fabio Giambrone, Europa verde; Nino Oddo, Psi; Carmelo Miceli, Progetto civico; Giuseppe Bruno, Più uno; Palmira Mancuso, +Europa; e Giovanni Scicolone, Spazio Civico.

Sicilia le parole del ‘Tavolo progressista’

“Siamo di fronte – prosegue la nota – a un sistema malato che coinvolge i parlamentari di una maggioranza ormai liquefatta e presente solo sulla carta. In attesa delle dimissioni di Schifani, è quantomeno urgente che almeno tutti coloro che sono indagati si dimettano come chiediamo da tempo, e si ristabilisca un po’ di decenza nella giunta regionale. Auspichiamo pertanto che la stessa sensibilità che stiamo vedendo a Roma sia dimostrata anche al Parlamento regionale. Attenzione però, che non ci sia un ritorno al passato e che, per equilibri politici che i siciliani non comprenderebbero, si pensi di ridare poltrone e potere alla Democrazia Cristiana”.

“Il successo del no è stato straordinario – sottolineano dal Tavolo progressista – ed è la risposta più concreta che gli italiani hanno voluto dare per difendere la Costituzione. Un voto che ha visto la partecipazione di tanti mondi vitali, alcuni a noi vicini, del mondo studentesco, delle parti sociali che adesso dobbiamo continuare a coinvolgere per sfruttare questa onda positiva, già a partire dalle prossime amministrative, e che ci porterà fino alle elezioni regionali. Non si può negare che i numeri a favore del no in Sicilia sono anche una bocciatura per Schifani, il suo governo e il centrodestra. Spetta a noi – concludono – adesso trasferire questo risultato anche al livello politico”.


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