Ci sarebbe da segnalare un timore che agita una parte del centrodestra palermitano, espresso a sussurri, con gli occhi un po’ sbarrati.
E se fosse Ismaele La Vardera il candidato sindaco del centrosinistra, per la prossima tornata delle elezioni comunali a Palermo? Si presenterebbe con una gigantografia di Mondello ‘liberata’ (titolo plausibile per un poema). Un avversario ostico.
Ci sarebbe da citare una speranziella che corrobora una parte del centrosinistra siciliano, trasmessa quasi in forma di esorcismo per uso esterno e interno.
E se fosse proprio Ismaele La Vardera il candidato sindaco a Palermo, il cavaliere arrivato da lontano per garantire la rivincita dell’opposizione? Non saprà il tedesco come Leoluca Orlando, però… Oltretutto sgombrerebbe la casella d’oro dello sfidante(Giuseppe Antoci?) per Palazzo d’Orleans. In cambio, magari, avrebbe il pieno sostegno della coalizione. Qualche allusione. Qualche discorso. Qualche approccio. Che vanno annotati nel racconto politico di cui ci stiamo occupando a più riprese.

La candidatura ‘fantasma’?
Cosa risulta a chi scrive, tra pissi pissi indiretti e mezze ammissioni circolari a taccuino chiuso? Al momento, l’opzione per Palermo comporrebbe una ‘candidatura fantasma’, sarebbe un panno sventolato per distogliere. Non esisterebbe nemmeno in forma di ipotesi. Gli sforzi del leader di Controcorrente si dirigono verso la Regione: il guanto di sfida è stato lanciato, oggi si presentano simbolo ed eventuale squadra. Ma le voci corrono.
Perché si sa che la politica ha un andamento mutevole che cambia con le stagioni e con le opportunità, perfino in buonafede. Il ‘fantasma’ potrebbe diventare un destino in carne e ossa? Chissà… Oggi la risposta è no. E vale adesso.

Chi ricorda? Era il 2017…
Non sarebbe, comunque, nemmeno la prima volta dell’incrocio tra La Vardera e la candidatura a sindaco. Torniamo a una vicenda nota che sollevò roventi polemiche, nel 2017. Il protagonista, nella sua presentazione, sul sito di Controcorrente, la descrive.
“La mia attività giornalistica si è interrotta a 23 anni, quando ho deciso di candidarmi a sindaco di Palermo, su proposta di Giorgia Meloni (allora non si esagerava con i whatsapp, ndr) e Matteo Salvini. L’esperienza, purtroppo, non ha dato i risultati sperati e non siamo riusciti a eleggere nemmeno un consigliere comunale”.
E ancora: “Da questa candidatura è nata l’idea di raccontare i retroscena della politica attraverso un documentario intitolato ‘Il Sindaco –Italian Politics for Dummies’. Il film, prodotto da Le lene e distribuito da Medusa, ha riscosso un grande successo, registrando record di incassi al cinema e venendo visto da migliaia di persone in pochi giorni”.
‘Bolle’ la campagna elettorale
La foto di copertina, tra sorrisoni e pani cà meusa, risale a quel periodo. Gli strascichi – si ricorderà – furono incandescenti come le panelle appena tolte dall’olio bollente.
Bollentissime, allo stesso modo, saranno le campagne elettorali che ci attendono, siamo appena ai fuochi d’artificio iniziali. Qualcuno ne ricaverà bruciature alle urne, altri, invece, il raggiungimento degli obiettivi.
L’ex ragazzo col ciuffo rosso – era il soprannome di La Vardera, nell’incipit – è diventato, col passare del tempo: “Un sogno per alcuni, un incubo per altri” (cit., a proposito di ‘fantasmi’). Ha creato un format politico che piace a tanti e non si può non tenerne conto. Sarà lui, in qualunque sede, a sparigliare le carte?
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