Crocetta tira dritto: | "Il Megafono non molla"

Crocetta tira dritto: | “Il Megafono non molla”

Il governatore risponde al diktat dei vertici romani del Partito democratico. "Epifani decida. Non consentirò di umiliare la Sicilia".

PALERMO – Rosario Crocetta non ci sta e dopo la decisione della commissione nazionale di garanzia del Pd, che gli impone di scegliere tra i democratici e il suo Megafono, prende carta e penna e scrive: “Non possiamo accettare l’idea che un grande Partito democratico chiuda le porte al cambiamento e al rinnovamento. Lo svolgimento del congresso regionale del Pd, sulla base del vecchio tesseramento, cristallizzerebbe i giochi di sempre e impedirebbe l’elezione di nuovi quadri giovani alla leadership del partito e soprattutto determinerebbe il gruppo dirigente formato da coloro che oggi magari potrebbero far finta di auto sospendersi dal partito ma che di fatto lo controllano”.

In una nota dal titolo eloquente (il governatore prende in prestito il “Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo” pronunciato da Pio VII all’ufficiale napoleonico che gli intimò di cedere i territori dello Stato Pontificio alla Francia) Poi il presidente della Regione entra nel merito del diktat imposto dal partito: “Il Pd nazionale deve rendersi conto dell’anomalia siciliana. Se da iscritto del Pd, contrariamente a quanto concordato fin dall’inizio col Pd regionale, io non potessi fare parte del gruppo che porta il mio nome nella lista, sarebbe un gioco autoritario e antidemocratico e persino sleale in contrasto a quanto precedentemente convenuto”. Crocetta invita poi i democrats a “smetterla” con quella che definisce “la farsa del mancato contributo”, perchè “potrei presentare – dice – la lista dei debiti elettorali rimasti sul mio groppone, ma non lo faccio”.

Il governatore annuncia che verserà quei soldi “per impedire azioni staliniste, che hanno sempre utilizzato per far fuori i dissidenti”. Tutto questo nonostante un particolare: “In quanto iscritto alla lista Crocetta – sottolinea – dovrei versare contributo a quella lista, ma di questo non ce ne facciamo un cruccio, verserò contributo anche a loro entro 24 ore. Non ho dato mai alcuna importanza ai soldi ,anche se devo dire che tale richiesta – prosegue il presidente della Regione – non era mai stata fatta nella mia adesione concordata col partito al gruppo del Megafono, facendo notare che sicuramente non sarà questa la ragione di censura nei miei confronti”.

Via libera ai soldi per il partito, dunque, ma per quanto riguarda la vicenda Megafono Crocetta non ha intenzione di fare passi indietro: “Nessuno può impedire al Megafono di organizzarsi, di fare la propria battaglia, di contribuire al rinnovamento della vita politica siciliana. Il Partito Democratico deve decidere se tale battaglia si può fare al proprio interno o se il Megafono deve diventare una forza politica autonoma. Decida Epifani – aggiunge -, ma il Megafono non molla, non tace e sopratutto non si delegittima il rappresentante del popolo siciliano, eletto dai siciliani. Non consentirò a nessuno di umiliare la Sicilia e i colori della sua bandiera. Ancora una volta la Sicilia risulta incomprensibile a Roma e ancora una volta si continuano a fare gli errori di sempre. Non mi piegherò”.


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