L'assessora Amata a giudizio e Cannariato condannata

Assessora Amata a giudizio, Cannariato condannata a 2 anni e mezzo

Amata Cannariato
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La decisione del giudice per l'udienza preliminare

PALERMO – Elvira Amata rinviata a giudizio e Marcella Cannariato condannata a due anni e sei mesi per corruzione. È il verdetto del giudice per l’udienza preliminare sulla gestione dei fondi dell’assessorato al Turismo. Una vicenda connessa allo scandalo sui finanziamenti della presidenza dell’Assemblea regionale siciliana.

Accolta la richiesta dei pm

Accolta la richiesta dei pubblici ministeri Felice De Benedittis e Andrea Fusco. Secondo l’accusa, l’imprenditrice Cannariato e il politico di Fratelli d’Italia Amata siglarono un patto corruttivo. Le due imputate hanno scelto riti diversi, abbreviato la prima e ordinario la seconda.

Le accuse ad Amata e Cannariato

L’inchiesta è la stessa che ha coinvolto anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Amata si sarebbe fatta promettere e dare da Cannariato (legale rappresentante della A&C Broker S.r.l.) l’assunzione del nipote e il pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo durante i mesi di lavoro a Palermo.

In cambio Amata avrebbe finanziato con 30 mila euro la manifestazione promossa dalla fondazione Marisa Bellisario (di cui Cannariato era rappresentante regionale) “Donna, Economia e Potere”.

Amata nel corso dell’interrogatorio aveva confermato di avere chiesto a Cannariato, con cui c’era un rapporto di cordialità, l’assunzione del nipote per aiutarlo in un momento di grande difficoltà in conseguenza di un grave lutto in famiglia. “Non è intercorso alcun accordo corruttivo tra l’imprenditrice e l’assessora”, hanno sempre sostenuto gli avvocati delle due imputate. Il giudice ha ritenuto che le cose siano andate diversamente. Il processo per Amata inizierà il 7 settembre.

La replica di Cannariato

“Prendo atto della decisione del giudice, nel rispetto del lavoro della magistratura. Ribadisco fermamente la mia totale estraneità ai fatti contestatimi e intendo proseguire nella tutela delle mie ragioni nelle sedi opportune, con fiducia e determinazione. In questi mesi ho mantenuto un profilo di assoluta discrezione e continuerò a farlo, nel pieno rispetto del percorso giudiziario. Desidero esprimere un sincero ringraziamento ai miei difensori, gli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, per la competenza, la dedizione e il costante supporto assicurati. Proseguirò nel mio impegno professionale con responsabilità e continuità, confidando che sarà possibile dimostrare la mia innocenza e l’infondatezza dell’accusa che mi è stata mossa”.


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