CATANIA – Rinnovata la governance del Banco Alimentare della Sicilia ODV. L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio e confermato all’unanimità Pietro Maugeri alla guida dell’organizzazione per il quarto mandato.
Il nuovo consiglio direttivo, composto da 15 membri, guiderà l’attività in una fase di evoluzione e rafforzamento della rete territoriale. I componenti rappresentano un ampio spettro di competenze: imprenditori, professionisti del terzo settore, docenti universitari e rappresentanti del mondo della scuola. L’obiettivo è consolidare una realtà che, oltre alla distribuzione di alimenti, si propone come punto di riferimento per un’alleanza territoriale orientata al bene comune.
Fanno parte del consiglio direttivo: Pietro Maugeri, Luca Burgio, Fabio Costalunga, Gianluca Gullotta, Fabio Impellizzeri, Assia La Rosa, Giuseppe Longo, Francesco Messina, Chiara Pasquali, Vincenzo Ragalmuto Mammino, Fernando Rizza, Santo Francesco Scirè, Francesco Silvestro, Mirko Viola e Marianna Vita.
Nel 2025 l’organizzazione ha rafforzato la propria azione sul territorio grazie alla collaborazione con 462 partner, distribuendo 11.286.621,62 chilogrammi di alimenti a 173.421 persone. Un dato in crescita del 42% rispetto al 2024. Numeri che confermano un percorso di sviluppo costruito in 28 anni di attività e che evidenziano la capacità di generare interventi strutturati, anche attraverso la formazione delle nuove generazioni sui temi del contrasto allo spreco e alla povertà alimentare.
Nel 2026, sono stati 200mila i beneficiari, rendendo il Banco Alimentare della Sicilia il primo in Italia per numero di persone assistite. Un primato che, come sottolineato durante l’assemblea, rappresenta un segnale della crescente emergenza sociale e della necessità di un impegno sempre più ampio.
Il presidente Maugeri ha ribadito il valore fondante dell’attività dell’organizzazione: “Il cuore del nostro impegno risiede nell’etimologia della parola compassione: partecipare in prima persona al bisogno altrui, traducendolo in passione per l’altro. La nostra opera nasce dall’incontro umano e spinge ciascuno di noi a mettersi in movimento”.
“È questo che anima i nostri volontari e ci permette di camminare a fianco di chi è in difficoltà. Quando guardiamo alla realtà con questa prospettiva, anche un atto tecnico come l’approvazione del bilancio si trasforma nel racconto di volti, storie e speranze ritrovate. È l’unione tra questa profonda passione e la massima professionalità nel nostro agire quotidiano che ci permette di essere un presidio concreto e affidabile per il territorio”, ha concluso.

