Palermo è in guerra. Le intimidazioni mafiose ai commercianti perbene che non mollano. Gli inseguimenti per strada, con la pistola in pugno. Un campionario di cose orrende che, per quanto lontane dal livello atroce dei conflitti mondiali a cui purtroppo assistiamo, raffigurano davvero una guerra.
E’ la perenne storia del male che vuole mangiarsi la città, pezzo dopo pezzo. Quali siano i suoi connotati precisi è oggetto di indagine. Intanto, c’è una guerra dichiarata. Sembravano vicende sepolte, ma la cronaca racconta – e la stiamo raccontando nel dettaglio – la rinnovata presenza di violenti e infami.
Ci siamo un po’ distratti…
Forse, a prescindere dalle dinamiche specifiche, ci siamo un po’ distratti, pensando di avere raggiunto un livello perenne di sicurezza. Mafia e antimafia hanno preso le sembianze esclusive del passato. Ci siamo concentrati sulla retorica, perdendo di vista il contesto. Non abbiamo visto arrivare (cit) le nuove minacce, rassicurati dalla circostanza di avere sconfitto quelle vecchie.
Palermo è in guerra e saprebbe come vincere, perché ha già vinto una volta contro gli ‘uomini del disonore’ di allora. Una reazione deve esserci. Affolliamo i locali. Facciamo sentire alle persone ‘messe in mezzo’ che non sono sole, con il sostegno di un’intera città. Scendiamo in piazza. Disertare significherebbe tradire ciò che siamo diventati.
Le istituzioni si adoperino al meglio per offrire vigilanza e serenità, per affermare che non esistono zone libere, dove lo Stato sonnecchia. Ovunque la legalità sia la legge.
I sottomessi – sì, coloro che pagano e tacciano – scelgano, infine, di stare dalla parte giusta. L’omertà incide, apre ferite, è una concausa della ripresa di vigore della malattia del racket. I carnefici esistono quando trovano vittime.
Palermo può vincere
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha rinnovato l’allarme: “Elementi concreti fanno pensare a una recrudescenza di dinamiche criminali riconducibili a una matrice mafiosa”.
“La mafia si insabbia, va sott’acqua e volte riemerge. È un fenomeno terribile che non si può mai ignorare né sottovalutare. Credo che le attenzioni delle Forze dell’ordine e della magistratura siano massime. I fenomeni dei ragazzi che sparano fanno parte di una nuova manovalanza pericolosissima”. Parole del presidente della Regione, Renato Schifani.
Diciamolo chiaramente ai messaggeri del male: potrete utilizzare le bottiglie col liquido infiammabile e sparare contro i vetri. Siete comunque destinati alla sconfitta. Palermo ha riconquistato la sua libertà, a carissimo prezzo, e non si arrenderà mai. Qualunque sia la carta d’identità dei mostri venuti alla luce.
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