Messina Denaro, colpevoli l'architetto e il tecnico di Radiologia

“Pedine di Messina Denaro”: il tecnico di Radiologia e l’architetto condannati

Messina Denaro
Da sinistra Leonardo Gulotta, Cosimo Leone e Massimo Gentile
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Assolto il bracciante agricolo Leonardo Gulotta

PALERMO – Il verdetto di appello ricalca quello del primo grado, con qualche lieve differenza. Condannato a 8 anni e mezzo (ne aveva avuto 10), l’architetto Massimo Gentile, otto anni al tecnico di radiologia Cosimo Leone. Assoluzione confermata per il bracciante agricolo Leonardo Gulotta. Erano tutti accusati di avere avuto un ruolo nella latitanza di Matteo Messina Denaro.

Chi sono i condannati e l’assolto

Gentile è stato condannato per associazione mafiosa (è caduta l’aggravante del reimpiego dei soldi di provenienza illecita), mentre per Leone già in primo grado il reato era stato derubricato in concorso esterno.

Leone lavorava all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo. Avrebbe seguito la trafila sanitaria di Messina Denaro, visitato visitato e operato in pochi giorni per il tumore che alla fine lo avrebbe ucciso. Leone gli avrebbe anche fornito un’utenza telefonica “pulita”.

Gentile era responsabile dei procedimenti del servizio Lavori pubblici del Comune di Limbiate in provincia di Monza-Brianza. Avrebbe messo a disposizione del latitante la sua identità.

All’architetto era intestata una Fiat 500 usata dal latitante. Gentile ha sempre negato la circostanza, ma la Procura di Palermo depositò le cartelle esattoriali che gli sono state notificate per i bolli non pagati.

Gulotta, invece, era accusato di avere a disposizione del latitante il suo numero di cellulare in occasione dell’acquisto di una macchina. Ma l’ipotesi non ha retto al vaglio dei giudici di primo e secondo grado.

L’incredibile dettaglio e la brutta coincidenza

L’avvocato Mariella Gulotta ha sostenuto sin dal primo momento che si fosse trattato di un errore. Il numero di Gulotta sarebbe uguale a quello di una donna frequentata da Messina Denaro. Differiscono solo per una cifra.

Ed ancora l’imputato avrebbe iniziato a usare il numero al compimento dei 18 anni, mentre ne aveva solo quindici quando, nel 2015, Messina Denaro fornì il numero alla concessionaria. Una brutta coincidenza, dunque.

I rapporti familiari

I padri di Massimo (l’architetto) e Salvatore Gentile (il marito ergastolano della maestra Laura Bonafede, pure lei condannata) sono figli di fratelli e dunque cugini di primo grado. Leone è cognato dell’architetto Gentile, ma anche cugino dell’ergastolano Salvatore Gentile. Dunque fanno parte della ristretta cerchia familiare a cui si è affidato Messina Denaro nei suoi ultimi anni di vita.

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