Sicilia, parla Giorgio Assenza: "Serve un conclave di maggioranza"

Assenza e i “problemi” del centrodestra: “Serve un conclave”

Giorgio Assenza
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Parla il capogruppo di Fratelli d'Italia all'Ars
L'INTERVISTA
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4 min di lettura

PALERMO – Il centrodestra che governa in Sicilia “ha ancora dei problemi” e per questo “serve un conclave, un confronto tra i 44 deputati di maggioranza”. A seguire “sono necessari degli incontri tra il governatore Renato Schifani e i gruppi parlamentari”. Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, a poche ore dagli ultimi turbamenti della maggioranza in aula, fa il punto della situazione e lancia la sua idea per consentire alla coalizione di governo una navigazione serena fino a fine legislatura.

Un passo indietro. In aula lei non ha risparmiato critiche alla norma-blocca assunzioni proposta dal Pd, poi avete dovuto alzare bandiera bianca.
“È stato fatto un danno enorme alla pubblica amministrazione e ad alcuni settori nevralgici che hanno bisogno di personale. Il messaggio mandato all’opinione pubblica con la norma voluta da Antonello Cracolici è devastante: la politica, secondo questa impostazione, non sarebbe in grado di garantire concorsi improntati alla trasparenza e alla correttezza. Mi rifiuto di pensare che sia questa la realtà siciliana”.

Il centrodestra a Sala d’Ercole è rimasto in balia delle opposizioni che hanno usato l’arma del voto segreto. Il suo sfogo contro gli alleati a fine seduta non è passato inosservato.
“C’era una presenza ridotta dei deputati di maggioranza. Al voto segreto, poi, si è andati sotto con almeno 5 o 6 deputati che hanno votato con l’opposizione. Questo significa che nella maggioranza continua ad esserci qualcosa che non va”.

Sala d'Ercole
Sala d’Ercole

Chi è che non sta rispettando il vincolo di coalizione?
“Sulla norma che ha bloccato le assunzioni il Mpa ha ufficializzato in aula il suo voto favorevole. Si è avuto almeno il buongusto di dichiarare pubblicamente la propria opinione. Ne prendo atto anche se non condivido questa posizione. Lo ribadisco: un messaggio devastante”.

A conti fatti non è stato solo il Mpa a voltare le spalle.
“Ammesso che tutti i componenti del gruppo abbiano votato come ufficializzato in aula da Roberto Di Mauro, all’appello mancano almeno altri quattro o cinque voti”.

E qui arriviamo al suo sfogo contro gli alleati che hanno disertato l’aula e contro chi ha votato con l’opposizione.
“La seduta era fissata da tempo, tutti sapevano che sarebbero state approvate norme importanti come quella contro il caro-carburante. Interventi che richiedevano la presenza compatta della maggioranza. Non capisco il senso del disertare l’aula. Ci sono le elezioni amministrative, è vero, e qualcuno magari era impegnato in campagna elettorale, ma questo vale anche per l’opposizione e invece…”.

E invece?
“E invece abbiamo rimesso in gioco una opposizione che era politicamente morta. Cracolici ha così buttato il suo Cavallo di Troia, la norma blocca-assunzioni, nella ‘fortezza’ della maggioranza”.

Cracolici
Il deputato regionale del Pd Antonello Cracolici

Lei ha detto anche che il rimpasto non ha risolto i problemi.
“Era abbastanza prevedibile. La Dc ha recuperato un solo assessorato, quindi è soddisfatta a metà. Forza Italia ha conservato l’assessorato alla Salute ma la persona scelta (degnissima, sia chiaro) non è espressione del gruppo parlamentare. L’unico partito contento dovrebbe essere il Mpa, che però paradossalmente, alla prima occasione, assume quella presa di posizione”.

Qualcuno potrebbe dire che le sue parole sono dettate dalla delusione per non essere stato nominato in Giunta.
“Chi mi conosce sa che non do peso a queste situazioni. Ho sempre avuto un rapporto di assoluta distanza e distacco con il potere. Faccio politica per passione, il resto sono fantasie che lascio agli altri”.

Il presidente della Regione dice che la maggioranza c’è e che si arriverà fino in fondo.
“Sulla carta siamo 44 e ogni tanto si aggiungono i tre di Sud chiama nord che devono ancora capire cosa vogliono fare da grandi”.

Al di là dei numeri, la maggioranza c’è ancora politicamente?
“C’è un governo di centrodestra con dei partiti che, almeno a parole, dovrebbero essere tutti ancorati a questa parte politica. Se poi qualcuno pensasse di percorrere altre vie alle prossime elezioni il discorso cambierebbe, ma al momento mi sento di escludere questa eventualità”.

Cosa serve, allora, a questo centrodestra per arrivare fino in fondo alla legislatura?
“Un conclave, un confronto tra i 44 deputati che compongono la maggioranza. Lo propongo da tempo. I vertici con i leader di partito servono fino ad un certo punto, qui è necessario un colloquio franco con tutti i 44 deputati di maggioranza. Un’assemblea nella quale dirsi le cose in faccia, senza ipocrisie e senza tralasciare nulla. A cascata, poi, il governatore dovrebbe incontrare ogni singolo gruppo parlamentare”.


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