PALERMO – Lo sfogo arriva al termine di una maratona d’aula di oltre sei ore all’Ars ed è pesante perché arriva da uno degli azionisti di maggioranza del centrodestra: Fratelli d’Italia. Il capogruppo Giorgio Assenza alza bandiera bianca davanti ai numeri che di lì a poco consentiranno all’opposizione di approvare la norma blocca-assunzioni ma non è una resa soft per il centrodestra.
Lo sfogo di Assenza: “Riacquistiamo la dignità o a casa”
Il presidente dei deputati meloniani ritira il suo sub-emendamento, si gira indietro verso alcuni deputati di maggioranza ed esclama senza mezzi termini: “L’opposizione non fa altro che approfittare delle nostre debolezze, è quello che questa maggioranza si merita”. Il prosieguo è una reprimenda bella buona alla coalizione: “O riacquistiamo la dignità di guidare alla grande la Sicilia o ce ne andiamo a casa”.
Insofferenze che vengono alla luce in un’aula che continua ad essere senza gestione da parte della coalizione di governo. Assenza, che nell’ultimo rimpasto era stato dato come possibile sostituto di Daniela Faraoni all’assessorato alla Salute, ha assistito per tutto il pomeriggio ad un centrodestra in balia dell’opposizione.
Il pomeriggio difficile del centrodestra
Pd e Movimento cinque stelle, ormai ben registrati, hanno dettato i ritmi per tutta la seduta dedicata ai due ddl stralcio dell’ultima Finanziaria. Quando hanno potuto dem e pentastellati hanno usato l’arma del voto segreto, con la complicità degli scontenti della maggioranza. “Non abbiamo bisogno di farci dettare l’agenda dall’opposizione”, alza la voce Assenza che non ci sta ad assistere ad una maggioranza nel ruolo di comparsa.

Tre ko del centrodestra all’Ars
Il centrodestra, però, ha appena fatto harakiri per ben tre volte in aula. La prima norma a cadere è quella che introduce una indennità di carica per i presidenti dei Liberi consorzi comunali e i sindaci metropolitani. L’emendamento soppressivo passa con trenta voti favorevoli e solo venti contrari. Bocciata anche una norma sui decreti dirigenziali. La neo assessora alla Funzione pubblica Elisa Ingala prova a difenderla ma il tabellone è inesorabile: 32 sì e 20 No per l’opposizione.
I franchi tiratori non risparmiano neanche il presidente della commissione Affari istituzionali, Ignazio Abbate (Dc), anche lui assessore mancato. Con 34 voti contrari e 12 favorevoli viene bocciato il suo emendamento che estende al personale della Regione i benefici della legge statale che permette a chi ha maturato i requisiti per la ‘pensione anticipata flessibile’ nel 2025 di rinunciare all’accredito contributivo, ricevendo in busta paga la quota di contributi a proprio carico.
L’esito delle tre votazioni mette a nudo ancora una volta i problemi interni al centrodestra. A quel punto è evidente agli occhi di tutti che sottoporsi al voto segreto anche sulla norma blocca assunzioni proposta da Antonello Cracolici sarebbe un inutile masochismo. Non ce ne sarà bisogno, anche perché nel frattempo alla comitiva si aggiunge anche l’autonomista Roberto Di Mauro che annuncia pubblicamente il suo sostegno al blocca-assunzioni di Cracolici. Davanti alle scorribande dell’opposizione, al governo non rimane altra scelta che affidarsi all’aula senza correre il rischio di esprimere un parere si segno opposto rispetto all’esito delle votazioni.
Assenza: “Dimostriamo di essere maggioranza”
Sul campo restano le parole di Assenza, che ritornano ai giorni del rimpasto concluso con la nomina di Ingala, Nuccia Albano e Marcello Caruso. “Quando si ricompone un governo i problemi non sono risolti nel momento in cui ci si siede su quei banchi. Il problema non è affatto risolto e qualche partito di questa maggioranza lo dimostrato anche oggi”. Il finale è una esortazione comunque non nuova per il capogruppo di Fratelli d’Italia: “Serriamo i ranghi e, con 44 deputati, dimostriamo di essere davvero maggioranza”.

