PALERMO – “La politica non può restare sorda ad appelli come quello lanciato da Vito Pellegrino, titolare dell’azienda Sud Marmi di Custonaci (Trapani), che ho incontrato personalmente e che si è rivolto alle istituzioni chiedendo aiuto di fronte agli effetti devastanti della crisi in atto nello Stretto di Hormuz”.
Lo dice Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, annunciando un’interrogazione al governo dopo l’incontro con l’imprenditore.
Faraone: “Aiutare le imprese danneggiate”
“Come denuncia Sud Marmi, il 60% del fatturato dell’azienda dipende dall’area oggi interessata dal conflitto. A questo si aggiungono l’aumento dei costi logistici e l’impennata dei costi energetici. Il rischio concreto, per Sud Marmi come per centinaia di aziende italiane, è quello dell’insolvenza. – spiega – Per evitarlo, servono misure immediate: sostegni economici proporzionati alle perdite di fatturato subite dalle imprese, ma anche compensazioni per attenuare l’impatto dei maggiori costi logistici dovuti alla deviazione delle rotte navali e per contenere gli aumenti dei costi energetici legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz”.
“È vitale che il governo si faccia carico di queste difficoltà, altrimenti si rischia di compromettere la competitività di interi settori produttivi. Sono inoltre indispensabili moratorie automatiche sulle scadenze di mutui, prestiti e obbligazioni finanziarie per le imprese maggiormente esposte. – conclude Faraone – Dopo aver ascoltato direttamente le preoccupazioni di Vito Pellegrino, ritengo ancora più urgente un intervento concreto”.

