PALERMO – “Dopo mesi di richieste, confronti e sollecitazioni, l’esito dell’incontro odierno è del tutto insoddisfacente e conferma una situazione di stallo non più tollerabile”. I sindacati della funzione pubblica in Sicilia sono sul piede di guerra. Le segreterie di Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp chiedono l’intervento del presidente della Regione e annunciano il sit-in a Palazzo d’Orleans del prossimo 26 giugno 2026 per cercare di sbloccare diverse vertenze.
“Basta rinvii, sit-in il 26 giugno”
“Particolarmente grave – esordiscono i sindacati – è quanto avvenuto negli ultimi sei mesi, durante i quali l’assessorato della Funzione Pubblica è stato retto ad interim senza che venissero assunte decisioni significative sulle principali vertenze del personale regionale”.
Le sigle denunciano che “contratti, progressioni economiche, valorizzazione delle professionalità, welfare contrattuale e riforme organizzative sono rimasti sostanzialmente fermi. Un immobilismo che rappresenta una precisa responsabilità politica del governo regionale”.
I contratti
“Il personale della Regione Siciliana continua ad attendere risposte e atti concreti, continua ad assistere a rinvii, annunci e rassicurazioni che non producono alcun miglioramento concreto delle condizioni di lavoro né delle prospettive professionali”, affermano i sindacati.
Il sit-in inizialmente previsto per il 17 giugno è stato rinviato al 26 giugno 2026, alle 10.00, sotto la sede della presidenza della Regione.
“Le questioni aperte – sottolineano le sigle – non possono più essere scaricate sugli uffici né rinviate all’infinito. È ormai evidente che la soluzione delle rivendicazioni del personale regionale richiede una chiara assunzione di responsabilità politica da parte del governo regionale e del presidente della Regione”.
Le richieste
I sindacati chiedono “scelte politiche chiare e immediatamente verificabili. Serve un vero patto sociale per il lavoro pubblico regionale, fondato su impegni concreti e tempi certi”.
Tra le richieste, il rinnovo dei contratti, l’incremento delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità. E ancora, il rafforzamento del welfare contrattuale, il superamento delle disparità e soluzioni per rilanciare il Corpo Forestale.
“Il presidente della Regione non può più restare estraneo a una vertenza che coinvolge migliaia di dipendenti e incide direttamente sull’efficienza e sul corretto funzionamento dell’amministrazione regionale. Non è inoltre più accettabile il continuo rinvio della riforma della dirigenza, da troppo tempo bloccata nelle sedi istituzionali. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché prevalga il senso di responsabilità e una riforma necessaria non venga trasformata in terreno di scontro politico”, concludono le sigle sindacali.

