Raffaele Stipa, parla la sorella del pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia

Pizzaiolo ucciso, la sorella ferita: “L’assassino non ha detto una parola”

Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia
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Ad agosto i due fratelli sarebbero tornati a Capo d'Orlando, la loro città natale
LA TESTIMONIANZA
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Antonella Stipa, 52 anni, racconta in un’intervista esclusiva rilasciata alla Gazzetta di Reggio, gli ultimi istanti di vita del fratello Raffaele ucciso a coltellate a 67 anni all’interno della pizzeria Yoghi che gestiva da quasi 30 anni a Reggio Emilia. Originari di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, i due fratelli lavoravano insieme. Antonella, madre di una figlia, era in bagno quando Andrea Pellati, 43 anni, ha fatto irruzione nel locale sferrando le coltellate rivelatesi fatali per il pizzaiolo siculo.

“L’assassino lo conosciamo benissimo, da ben 25 anni – racconta Antonella – E non ha mai creato problemi. Non so cosa gli sia scattato in testa: la rabbia, pura rabbia (…) Quell’uomo non si è mai comportato male in precedenza, è sempre stato gentile. Ultimamente non si vedeva più, né nel nostro locale né in giro”.

Pizzaiolo siciliano ucciso a Reggio Emilia

All’origine del gesto ci sarebbero delle pizze non pagate. Raffaele e Antonella erano soliti fare credito ai residenti del quartiere in difficoltà economiche. Talvolta Pellati avrebbe mandato in avanscoperta altre persone, come accaduto domenica 28 giugno con una vicina di casa di 60 anni: “E’ venuta a prendere delle bottigliette d’acqua dicendo che avrebbe pagato il giorno seguente. Si è ripresentata lunedì a pranzo, per una pizza e una bottiglietta d’acqua, dicendo di segnare sul conto. Le ho fatto presente della promessa del giorno prima e le ho detto ‘stavolta ti servo, ma non venire più, ormai hai un debito di 35 euro’. Lei ha risposto che avrebbe saldato quando avrebbe riscosso la pensione, ai primi di luglio”.

Nella serata di lunedì 29 giugno, però, è accaduto l’impensabile. Andrea Pellati si è presentato in pizzeria e ha ferito a morte Raffaele Stipa che “in quel momento era da solo accanto al forno”. Antonella ripercorre i drammatici momenti ripresi dalle telecamere del locale: “Quell’uomo non ha detto nemmeno una parola. È entrato, ha appoggiato lo zaino a terra vicino alla macchinetta del caffè, ha tirato fuori il coltello da cucina che si era portato da casa, ha girato dietro al bancone e ha aggredito mio fratello. Appena uscita dal bagno ho detto ‘Andrea, che ci fai qui?’: nessuna risposta, non dicevano niente, ho capito subito e sono accorsa”.

Anche Antonella è stata accoltellata

Mentre Raffaele giaceva a terra inerme, il 43enne si è scagliato contro Antonella che ha cercato di fermarlo ricevendo in cambio quattro fendenti. Dopo aver subito “un piccolo intervento al fegato” all’ospedale Maggiore di Bologna, adesso la donna si trova ricoverata nel reparto di Chirurgia generale e d’Urgenza del Santa Maria Nuova, a Reggio Emilia. La prognosi sarà superiore ai 20 giorni ma non è più in pericolo di vita.

Il pensiero costante è al fratello Raffaele. “Era una brava persona, un gran lavoratore – afferma – stava lavorando come sempre, non meritava tanta violenza. Non vedeva l’ora che arrivasse agosto per chiudere: saremmo tornati, come ogni anno, a Capo d’Orlando in Sicilia dai nostri fratelli e sorelle. Eravamo in otto…”. E su Andrea Pellati aggiunge: “Mi deve dire perché lo ha fatto. Per i soldi? Per 35 euro? Non c’era alcun bisogno, avremmo continuato a fargli credito. Chissà cosa gli è passato per la testa. Davvero non me lo spiego”. La Procura di Reggio contesta a Pellati le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti o futili.


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