PALERMO – Acque agitate all’Assemblea regionale siciliana. La seduta di Sala d’Ercole è stata subito sospesa per lasciare spazio ad una riunione dei capigruppo di maggioranza e, in seguito, ad una conferenza di tutti i rappresentanti dei gruppi.
Muro contro muro in commissione Bilancio
Le tensioni registrate in mattinata in commissione Bilancio, dove era all’ordine del giorno l’esame di alcuni emendamenti aggiuntivi del governo al ddl Stralcio 1030, hanno avuto ripercussioni anche sull’Aula. Tensioni che hanno riguardato soprattutto il centrodestra. La maggioranza è divisa sugli emendamenti che concedono alla Seus, all’Ast, a Sicilia Digitale e alla Maas (Mercati agroalimentari Sicilia) di aggirare il divieto di assunzione imposto agli enti regionali con la legge approvata a maggio dall’Ars, su impulso del presidente dell’Antimafia regionale Antonello Cracolici.

Primo sì alla riforma della dirigenza ma ora c’è l’Aula
Il muro contro muro sugli emendamenti aggiuntivi ha indotto il centrodestra ad una fase di riflessione ulteriore, per evitare l’ennesimo scivolone in Aula. La commissione ha approvato però il disegno di legge di riforma della dirigenza regionale, che prevede il mantenimento delle due fasce. La terza fascia sparirà e verrà assorbita dalla seconda fascia entro un anno dall’approvazione della riforma.
Appello dei sindacati: “Riforma oltre lo scontro politico”
Con il voto favorevole dell’Aula, già quest’anno sarà possibile avviare il concorso per il reclutamento di 156 nuovi dirigenti. Anche sulla riforma, però, si addensano nuvole nere. I sindacati lo hanno intuito in base all’andamento dei lavori della commissione Bilancio e così si sono affrettati a formulare un appello. “Chiediamo a tutte le forze politiche di affrontare il confronto parlamentare con spirito costruttivo e senso di responsabilità istituzionale”, dicono Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp -, facendo prevalere l’interesse generale”.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori del pubblico impiego “un provvedimento di questa portata merita di essere valutato per i benefici che può produrre sull’efficienza della macchina amministrativa regionale e non deve diventare terreno di contrapposizione politica o essere condizionato da logiche di parte e da interessi di bottega”. Dai sindacati anche un appello al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, affinché il ddl venga calendarizzato al più presto in Aula.

