Riforma della dirigenza regionale, Intravia dice no alla lista bloccata

Riforma della dirigenza regionale, Intravaia: “No alla lista bloccata”

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Il deputato: "Certa burocrazia il male della Sicilia"

PALERMO – “Accolgo con favore la volontà del Governo regionale di intervenire finalmente sulla riforma della dirigenza della Regione Siciliana con la proposta che l’Ars potrebbe esitare fra qualche settimana. Si tratta di una materia strategica per il futuro dell’amministrazione e della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Il confronto con le organizzazioni sindacali e con la dirigenza rappresenta un segnale positivo e dimostra la volontà di elaborare realmente una riforma”, lo dichiara il deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia.

“Sosterrò personalmente tale proposta per lealtà al Governo, ma mi corre l’obbligo di evidenziare alcune criticità. La prima riguarda la scelta di mantenere due fasce dirigenziali. Sarebbe stata preferibile l’introduzione della fascia unica, come avviene nel resto delle Regioni italiane. Altra grave perplessità si riferisce all’esito di tale riforma, così com’è scritta, di un elenco bloccato di circa 35 persone per i dirigenti della prima fascia, composta da tutti quelli che sono in carica o lo sono stati per almeno 5 anni. Questo crea una ristretta platea di soggetti destinati a ricoprire i vertici della burocrazia regionale. Una palese disparità nei confronti dei dirigenti regionali: tutti dovrebbero avere la possibilità di accedere alla dirigenza generale, non solo coloro con il requisito dei cinque anni o della carica attuale, perché fra gli esclusi se ne annoverano alcuni veramente bravi e meritevoli”.

“Non possiamo rischiare di creare dg a vita”

Se a Roma ci sono i senatori a vita, a Palermo non possiamo rischiare di creare i dirigenti generali a vita! – continua la nota del deputato -. Il presidente Renato Schifani ha giustamente sostenuto, nel settore sanitario, la necessità di selezionare i direttori generali sulla base del merito e delle capacità. Lo stesso principio deve essere esteso anche alla dirigenza nell’amministrazione regionale. La riforma dovrebbe ispirarsi totalmente ai principi contenuti nel decreto legislativo n. 165 del 2001 e alle innovazioni introdotte dalla riforma sul merito promossa dal Ministro Paolo Zangrillo, prevedendo un sistema realmente aperto”.

“È già abbastanza che i dirigenti possano transitare in automatico dalla terza fascia, che sarà soppressa, alla seconda, senza alcuna proceduta concorsuale, circostanza che solleverebbe anche dubbi sotto il profilo della legittimità costituzionale. A questo punto, è necessario garantire che almeno il 50% degli incarichi di prima fascia possa essere conferito, tramite concorso, a qualificate professionalità esterne; riservando la restante quota del 50 per cento ai dirigenti già in servizio, sempre tramite selezione interna, evitando la costituzione di un elenco chiuso e immutabile. Purtroppo – aggiunge Intravaia – non possiamo negare che in Sicilia una parte significativa delle difficoltà amministrative derivi anche da una burocrazia che, troppo spesso, si dimostra lenta e autoreferenziale. Come, al contempo, va riconosciuto il merito ai tanti funzionari capaci e dipendenti solerti del comparto che garantiscono il funzionamento della macchina regionale, è certo che se non fosse per loro molti uffici potrebbero perfino chiudere i battenti”.

“Dirigenti nei ruoli apicali da più di vent’anni”

“Alcune disfunzioni nascono dal fatto che ci sono dirigenti generali nei ruoli apicali da più vent’anni, così mentre presidenti della Regione, assessori e parlamentari cambiano, loro restano al loro posto. L’inevitabile conseguenza è che se le cose in Sicilia non funzionano non è sempre e solo colpa della politica, ma anche di una certa mala burocrazia. È arrivato il momento che la politica si assuma con coraggio le proprie responsabilità: non si potrà più consentire a certi dirigenti di continuare, o peggio ancora, attraverso questa riforma, di occupare indefinitivamente tali posizioni apicali. Ne va davvero del futuro della nostra regione: chi non è all’altezza, al di là delle protezioni politiche e sindacali, vada a casa. L’amministrazione regionale ha bisogno di risorse veramente capaci e competenti, individuabili anche nella dirigenza interna, oltre, come già auspicato, a nuovi innesti, ma non si possono più accettare automatismi. Se vogliamo davvero modernizzare l’amministrazione, è necessario favorire il ricambio, valorizzare le competenze e offrire opportunità a chi dimostra capacità, competenze e risultati. Solo così sarà possibile rendere la macchina amministrativa più efficiente e offrire ai siciliani servizi all’altezza delle loro aspettative”.


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