Infermieri in piazza | per la stabilizzazione

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Circa duecento professionisti, provenienti da tutta la Sicilia, hanno manifestato davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Salute. Chiedono di poter concorrere per i posti messi a bando dall'amministrazione regionale e per cui hanno lavorato in questi anni.

PALERMO – “No all’emigrazione forzata, si alla stabilizzazione. Il lavoro è un diritto”. La voce è quella degli infermieri precari di Palermo e provincia, che sono tornati ad affollare la piazza antistante l’assessorato regionale alla Salute per ribadire la necessità e l’importanza del loro ruolo nelle aziende ospedaliere dell’Isola e rivendicare il diritto a partecipare ai concorsi “per accedere ai posti che abbiamo riempito per più di dieci anni ma che sono sempre stati considerati vacanti – dicono gli infermieri presenti in piazza Ottavio Ziino -. Il governo ci ha relegato ad uno status di invisibilità totale che ha come conseguenza la copertura di questi posti tramite le procedure di mobilità e ciò è impensabile – incalzano -. Quei posti ci appartengono di diritto”.

Circa duecento i professionisti (provenienti da Catania, Agrigento, Caltanissetta, Gela, Ragusa, Siracusa e Lentini) presenti alla manifestazione, indetta dal Cni-Fsi (Coordinamento nazionale infermieri), che hanno richiamato l’attenzione sulle difficoltà con cui i lavoratori sono costretti a fare i conti giorno dopo giorno. Nel corso dell’ultimo sit-in, svoltosi il 28 agosto scorso, i lavoratori erano stati rassicurati dall’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, che si era dimostrata disponibile ad intraprendere uno scambio costruttivo tra le parti. Nulla però, ad oggi, è stato fatto per risolvere la questione. “Non è cambiato niente da quell’incontro – dichiara Calogero Coniglio, coordinatore regionale del Cni-Fsi –. I contratti a tempo determinato scadono il 31 dicembre e non c’è ancora nessuna notizia sulle deroghe né sulla stabilizzazione quindi oggi siamo qui per sapere che fine faranno, tra un mese e mezzo, tutti i lavoratori del bacino”.

Una stoccata, quella rivolta al governo regionale, che, nonostante i 500 milioni di euro sbloccati nel mese di marzo, non ha ancora risolto il nodo ‘precari’. “Chiediamo se tra queste risorse è compreso un investimento sul personale sanitario – conclude il coordinatore regionale del Cni-Fsi -. La Regione ha tutte le carte in regola per programmare la stabilizzazione dei tanti professionisti precari e allora che si dia una mossa. Non si può continuare a giocare con la vita delle persone”. La situazione, inoltre, rischia di ripercuotersi pesantemente sulle aziende ospedaliere siciliane: “A gennaio, stando alle condizioni attuali, gli ospedali sarebbero sprovvisti del personale infermieristico – dice -, e a pagarne le conseguenze sarebbe soprattutto l’utenza. E’ da tenere in considerazione, poi, che lavoriamo in reparti critici e delicati qual’è ad esempio quello della terapia intensiva o della rianimazione. Continuando così, con questa mentalità e con questo attegiamento, i servizi minimi della sanità regionale rischiano di non essere più garantiti”. I lavoratori, nel corso della manifestazione, hanno chiesto un incontro con l’assessore Borsellino, per intraprendere un percorso costruttivo e discutere del futuro professionale degli infermieri. L’incontro c’è stato ma a presentarsi, al posto dell’assessore, sono stati tre funzionari. “Il comportamento dell’assessore non si è rivelato corretto soprattutto nei confronti dei colleghi provenienti dalle varie province siciliane che, dopo ore di viaggio per prendere parte alla manifestazione, tornano a casa con un boccone amaro – dice a Livesicilia Calogero Coniglio, pochi istanti dopo l’incontro – L’assessorato ha rimandato la risoluzione del problema a fine mese, dopo l’approvazione del decreto D’Alia (che garantirebbe la copertura dei posti vacanti con personale attinto al 50 per cento tra i precari, ndr)”. I lavoratori, nel frattempo, non intendono rimanere con le mani in tasca: “Abbiamo chiesto tramite legale l’accesso relativo agli atti del concorso per verificare la presenza di illeciti – conclude Coniglio -, e abbiamo preannunciato che chiederemo un risarcimento per danno di legittima aspettativa del concorso”.


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