“Ero nella gang del recupero bimbi” |Larissa va ai domiciliari

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Il gip Nicola Aiello accoglie la richiesta della difesa: l'olimpionica torna a casa. La confessione: "Facevo parte dell'organizzazione, ma non ho procurato armi".

Operazione Caronte
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PALERMO – Alla fine sono arrivati i domiciliari. Perché si sono affievolite le esigeze cautelari, visto che l’indagata ha fatto qualche ammissione. L’indagata è Larissa Moskalenko, l’ex olimpionica di vela finita in carcere nell’inchiesta sulla tratta dei bambini, e ieri il gip Nicola Aiello, col parere favorevole di Geri Ferrara, che sostiene l’accusa, l’ha rimandata a casa: Larissa, infatti, ha ammesso di aver preso parte all’organizzazione per il “recupero dei bambini”, pur specificando di non avere mai procurato armi. La donna ha anche detto di avere sbagliato, spiegando di aver procurato sono armi non letali, di quelle che si usano solo per stordire l’avversario senza ferirlo. L’avvocato Vincenzo Giambruno, che difende l’atleta, ha inoltre dimostrato che ai blitz per recuperare i bambini erano sempre presenti le madri.

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