"Civico, non chiudete la scuola| che forma gli infermieri"

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"La paventata chiusura della scuola infermieri del Civico è un altro segnale preoccupante di un processo di razionalizzazione della spesa pubblica che segue logiche poco comprensibili", dice Pierpaolo La Commare del Mov139.

la lettera degli studenti
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1 min di lettura

PALERMO – “La paventata chiusura della scuola infermieri del Civico è un altro segnale preoccupante di un processo di razionalizzazione della spesa pubblica che segue logiche poco comprensibili, soprattutto quando, come in questo caso, anziché valorizzare le eccellenze che negli anni hanno prodotto indiscutibilmente risultati e professionalità, si procede a mortificarle fino alla chiusura. Mi chiedo secondo quale logica la chiusura della storica sede della scuola di infermieristica del Civico è una priorità”. A dirlo è Pierpaolo La Commare, consigliere comunale del Mov139, commentando la possibile chiusura della scuola infermieri del Civico. Una eventualità che ha creato allarme anche fra gli studenti.

“La scuola infermieri del Civico, e ci piace chiamarla ancora “Scuola” proprio per dare valore e peso storico a questa sede, è una delle più antiche se non la più antica almeno per quanto riguarda la Sicilia, sede di formazione infermieristica – si legge in una nota inviata dagli studenti alla nostra redazione – ancora oggi rappresenta la Sicilia che esporta professionalità non solo in Italia ma anche all’estero (Inghilterra e Germania) ponendosi come polo di eccellenza e di qualificata competitività. Dal punto di vista affettivo per gli infermieri che qui si sono formati, la scuola ha la stessa importanza che il Teatro Massimo ha per il palermitano, e ad oggi è sede di uno dei canali del corso di laurea in infermieristica. Dalla sua Istituzione la scuola si vanta di avere formato 3023 infermieri, 409 Capisala, 37 assistenti chirurgici, 580 assistenti sanitari, 33 tecnici di Neurofisiopatologia, 121 Tecnici di Laboratorio, 215 Terapisti della riabilitazione. Da qualche giorno la possibile chiusura di questa sede si sta concretizzando sempre di più tanto che probabilmente dal primo gennaio 2015 tutti i colleghi studenti verranno trasferiti al Policlinico. Ovviamente questo oltre a determinare problemi organizzativi al nostro corso di laurea è una vera e propria offesa alla nostra professione, che con questo subisce un altro insulto grave”.

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