Giambrone: "Bene le denunce" |Il cda revoca Helg

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Il numero uno dell'aeroporto: "La Gesap continua nel suo lavoro di rilancio. Il comportamento di un singolo non può vanificare il lavoro di una squadra".

PALERMO – “Noi siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria, la Gesap continua nel suo lavoro di rilancio dell’aeroporto: il comportamento di un singolo non può vanificare il lavoro di una squadra”. Fabio Giambrone lo scandisce a chiare lettere: la richiesta di tangenti di Roberto Helg non riguarda la società che gestisce lo scalo di Punta Raisi. L’arresto del vicepresidente, sorpreso a chiedere soldi a un imprenditore, ha scosso i vertici della Gesap. Alle 15 il cda si è riunito deliberando la revoca della carica a Helg. “Il 12 marzo si riunirà l’assemblea dei soci per la revoca di Helg come rappresentante della Camera di Commercio – dice Giambrone nel corso di una conferenza stampa a piazza Borsa – chiederemo loro di dare un altro nome per la ricostituzione del cda che non può fermarsi. Ringraziamo l’imprenditore che ha denunciato e diciamo a tutti gli altri: denunciate, noi saremo al vostro fianco, denunceremo con voi”.

L’arresto di Helg ha finito, inevitabilmente, col travolgere tutta la società, peraltro al centro di un processo di privatizzazione: “È una brutta vicenda che ci sta mettendo in difficoltà – ammette il lresidente – il cda ha deciso di costituirsi parte civile, inviando copia del verbale agli inquirenti”. La proroga del contratto di Palazzolo, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe dovuta essere all’ordine del giorno del cda, ma su questo i vertici glissano: “È tutto all’esame degli inquirenti, noi in cda valutiamo gli atti predisposti dagli uffici. C’è un sistema? Non siamo noi a doverlo stabilire. Ci siamo dotati di un codice etico e di un collegio dei garanti con personalità di livello. Mentre qualcuno prende tangenti, il nostro amministratore delegato è stato capace di rinunciare all’indennità di risultato di 60 mila euro eliminando il benefit”. “La prima garanzia di legalità viene dai soci, che devono mandare nei cda persone per bene”, aggiunge l’ad Colombo.
Il contratto di Palazzolo, insieme a quello di un’altra azienda, risalirebbe al 2007 e sarebbe in scadenza proprio in questo periodo, con una clausola di rinnovo triennale. Sarebbero gli unici due esercizi a non venir gestiti da una società terza.

Spazio anche per una replica a Ferrandelli: “Vada in Procura a denunciare eventuali ipotesi di reato, anziché scrivere su Facebook. Sono pronto ad accompagnarlo io in Procura”. Il tema però è anche quello della privatizzazione, con l’advisor che proprio in questi giorni sta concludendo la valutazione delle azioni da mettere sul mercato: “Saranno i soci a valutare e affrontare eventuali problemi”.

“Siamo stati i primi a denunciare che in Gesap qualcosa non andava: le assunzioni clientelari e parentali, le consulenze milionarie, gli stipendi esorbitanti per una azienda che per anni ha chiuso i bilanci in perdita, una operazione Gh discutibile nei modi e nei tempi con costi eccessivi a carico della Gesap, una operazione Prm- sala amica affidata in maniera non chiara e che ha avuto come risultato una multa consistente da parte dell’inps, una serie di appalti in grande ritardo con perizie di varianti che ha visto la Procura aprire fascicoli e avviare indagini”. Lo dicono i consiglieri comunali di Palermo di Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti. “Una gestione amministrativa che ha costretto negli anni i soci a continui aumenti di capitale per ripianare le perdite e rispettare gli investimenti concordati con Enac – continuano Caracausi e Occhipinti – l’arresto di Helg deve fare riflettere i soci, che devono immediatamente azzerare il consiglio di amministrazione e revocare l’incarico al Direttore Generale. Ci auguriamo che il caso sia isolato e che nessun altro soggetto sia coinvolto nella vicenda, ma se così non fosse riteniamo vadano allontanati eventuali dirigenti e funzionari che potrebbero risultare coinvolti. In ogni caso, la vicenda getta delle ombre sul processo di privatizzazione e sul futuro dell’azienda”.

LA REPLICA DI FERRANDELLI
“Comprendo il nervosismo del presidente del Cda di Gesap, ma in Procura doveva accompagnarmi un anno fa, il 21 marzo 2014, quando per due ore sono stato ascoltato dai Pm Leonardo Agueci e Gaetano Paci nell’ambito dell’inchiesta sulla Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo. Si è invece limitato a querelarmi per difendere il buon nome di una società che oggi risulta gravemente compromesso e non per colpa di chi come me, nell’esercizio delle proprie funzioni politiche, ha esercitato ed esercita il potere di controllo e di vigilanza”. Lo dice il vicepresidente della Commissione regionale antimafia, Fabrizio Ferrandelli. “Dal presidente del Cda di Gesap – aggiunge – mi sarei aspettato parole chiare sulla vicenda e soprattutto rispetto e collaborazione con le istituzioni regionali. Evidentemente, oltre ad essere smemorato è anche troppo occupato e alle ultime due mie richieste di audizioni in Commissione, dello scorso mese, sia lui che Helg non si sono presentati”.

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