"Biondo, lettere di contestazione| dopo il nostro sciopero"

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Rosso: "Ci sembra una congiuntura strana che da quando abbiamo dichiarato lo sciopero al Teatro Biondo sono arrivate alcune lettere ai lavoratori iscritti alla Cgil".

PALERMO – “Ci sembra una congiuntura strana che da quando abbiamo dichiarato lo sciopero al Teatro Biondo sono arrivate alcune lettere ai lavoratori iscritti alla Cgil. Due sono provvedimenti disciplinari. E tre sono lettere di contestazione”, ha dichiarato il segretario della Slc Cgil Maurizio Rosso, oggi, nel corso di una conferenza stampa, con in mano le 5 lettere spedite ieri agli iscritti alla Slc Cgil dal Teatro Biondo. Per un dipendente, si profila la sospensione cautelativa, istituto che si applica nei casi di estrema gravità. Il lavoratore la sera della prima di “Non si sa come”, il 27 febbraio, avrebbe rappresentato agli abbonati la possibilità che, con la proclamazione dello sciopero, c’era la possibilità che lo spettacolo non andasse in scena. In una delle lettere disciplinari la direzione del Biondo chiede “in modo perentorio” una dettagliata relazione scritta, da consegnare entro cinque giorni, sull’attività di marketing, specificando ricavi e relativi ritorni. “Il punto che stiamo valutando, e che balza all’evidenza, è la coincidenza temporale con la proclamazione dello sciopero e il fatto che i destinatari siano tutti iscritti alla stessa organizzazione sindacale che ha proclamata sciopero e che in questo momento si trova in una situazione di conflitto col direttore – dichiara il legale della Cgil, l’avvocato Pietro Vizzini, presente in conferenza stampa – Presenteremo le nostre controdeduzioni. Si potrebbe profilare la condotta antisindacale anche per il contenuto pretestuoso e ritorsivo delle lettere, che appare come un avvertimento ai lavoratori”.

Il segretario dell’Slc-Cgil Maurizio Rosso ha ribadito la necessità della protesta, nata per dire no alla disdetta dell’integrativo e alla decurtazione degli stipendi, che ha messo in condizione di disagio i lavoratori. Fino a ieri davanti al Teatro Biondo c’è stato un volantinaggio: lo stato di agitazione continua. “Chiediamo di ripristinare gli stipendi – ha detto Maurizio Rosso – E anzi, dopo tanti sacrifici fatti dai lavoratori, sarebbe un esercizio etico che i tagli al Biondo cominciassero a farli pure i dirigenti, rivedendo i loro emolumenti. Sarebbe anche auspicabile il ripristino di corrette relazioni sindacali. Chiediamo un tavolo dove i rapporti sindacali tornino in un alveo di normalità. Rinnoviamo la nostra stima a Emma Dante e a Roberto Alajmo, ma chiediamo che il debito di 3 milioni del teatro possa essere ristrutturato in un altro modo e non tagliando l’integrativo ai lavoratori”.

Rilanciata con l’occasione della conferenza stampa la proposta di una ristrutturazione del debito di 3 milioni con un mutuo per 20 anni e con i soci Come e Regione come garanti. “I soci devono farsi carico che gli 800 mila euro della Provincia non esistono più e devono andarli a cercare – ha chiesto Rosso – Con i sacrifici dei lavoratori sono triplicati gli abbonati e raddoppiati gli incassi. Adesso il Biondo è diventato un brand straordinario, che può attrarre gli sponsor. Chiediamo un piano di collaborazione fra teatri, l’apertura estiva con una programmazione in cortili e atri di palazzi antichi, collegata anche ai flussi turistici, l’apertura di unna caffetteria e di un book-shop per il merchandising e la digitalizzazione degli archivi del teatro. Con tutto questo davvero si può ripristinare l’integrativo ai lavoratori”.

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