PALERMO – La giunta regionale siciliana, riunitasi oggi, ha deliberato un aggravamento dello stato di calamità già chiesto lo scorso 12 marzo con una previsione di 240 milioni di euro in più rispetto alla precedente previsione, per un totale complessivo di 316 milioni di euro. I danni calcolati riguardano i centri urbani e le vie strategiche di comunicazione, in particolare si fa riferimento al ponte Himera e all’intervento necessario per intervenire sulla frana nel territorio di Caltavuturo. In riferimento al ponte Himera, che coinvolge l’autostrada A19 Palermo-Catania, “sono necessari interventi anche per il pericolo di crollo della montagna, già in parte franata, sulla quale è necessario intervenire in modo radicale”.
“Dieci anni fa – sottolinea il governatore Crocetta – la Regione aveva chiesto lo stato di calamità in seguito a diversi eventi franosi, compreso quello che si verificò proprio nella zona dove sei giorni una frana si è abbattuta sul ponte Himera chiuso per i danni a cinque piloni, all’altezza dello svincolo di Scillato con l’autostrada A19 Palermo-Catania spezzata in due”. Il presidente della Regione rende nota una delibera della giunta regionale del tempo per dimostrare che la Regione già allora era attenta al fenomeno. “Per puro amore della verità, senza volere difendere l’operato dei precedenti governi regionali siciliani data l’ovvia osservazione che allora non c’eravamo – dice in una nota Crocetta – abbiamo cercato di ricostruire la vicenda relativa alla recente frana di Caltavuturo che ha visto l’abbattersi di 5 milioni di metri cubi di detriti sul ponte Himera, per scoprire che la richiesta di stato di emergenza relativa alla frana di che trattasi, è stata più volte sollecitata negli anni dalla Regione ed in particolare è stata prontamente inviata dal presidente pro tempore della Regione il 16 maggio del 2005, per effetto della richiesta effettuata dal sindaco pro tempore del comune di Caltavuturo (Domenico Giannopolo) dell’aprile 2005 e seguita da deliberazione di giunta regionale”. “Ovviamente non c’è nessun intendimento polemico da parte mia nel comunicare tali informazioni, però sinceramente – aggiunge – la si smetta con lo scarica barile. Abbiamo tutti quanti ereditato una situazione disastrosa, fatta di inadempienze e a volta di gravi responsabilità per quanto riguarda la gestione del territorio. Mettiamoci tutti a lavorare e intervenire per risolvere i problemi urgenti e immediati che in questo momento stanno bloccando la Sicilia e diamo seguito al piano degli interventi per circa 316 milioni di euro approvato dalla giunta, che richiede lo stato di emergenza”.
*Aggiornamento ore 21.09
Aumenta l’offerta ferroviaria tra Palermo e Catania: dagli odierni 4 a 14 treni diretti al giorno, a partire dal prossimo 3 maggio. Un treno ogni due ore con fermate a Termini Imerese, Caltanissetta Xirbi ed Enna. Lo afferma Giovanni Pizzo, assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, che in seguito all’interruzione sull’A19, ha chiesto e ottenuto da Trenitalia di potenziare i collegamenti ferroviari tra Palermo e Catania, con un aumento di corse e una decisa riduzione dei tempi di viaggio, che scenderanno sotto le tre ore. “Dopo i due treni straordinari istituiti lo scorso 13 aprile, che hanno portato a 4 le attuali corse dirette giornaliere tra i due capoluoghi, due per ogni direzione, dal prossimo 3 maggio l’offerta conoscerà – prosegue – un ulteriore consistente incremento, anticipando di oltre 6 mesi – grazie a un forte impegno tecnico organizzativo di Fs Italiane – un progetto che si sarebbe dovuto concretizzare il prossimo dicembre”.

