PALERMO – Aria di burrasca in Prima circoscrizione. Dieci consiglieri hanno infatti protocollato una mozione di sfiducia all’indirizzo della presidente Paolo Lucido Miceli, area Rifondazione Comunista: a comporre il gruppo politico trasversale Giovanni Apprendi, Ottavio Zacco, Giuseppe Pensabene, Carlo Orefice, Salvatore Imperiale, Gioacchino Tramuto, Salvatore Sorci, Antonio Nicolao, Marco Marceca e Mario Molinaro.
“Non si può più tacere davanti al perpetuarsi dell’assenza di una concreta attività propulsiva di proposte e di sollecitazioni, volte a migliorare la qualità della vita del territorio del centro storico, pertanto è arrivato il momento di prendere le distanze politiche ed istituzionali- dicono i consiglieri in una nota – ultima, in ordine di tempo, la questione relativa ai fatti accaduti a Ballarò che hanno messo in cattiva luce il Consiglio, dal momento che il presidente non ha preso una posizione chiara che avrebbe sgombrato il campo da qualsiasi dubbio sull’integrità del Consiglio”.
“Sono stata una delle poche persone, all’interno del consiglio della Prima circoscrizione, che ha preso immediata posizione condannando l’atto mafioso a Ballarò, così come hanno riportato tra gli altri i quotidiani La Repubblica e il Giornale di Sicilia – dichiara Paola Lucido – e l’ho fatto a nome personale, poiché il consiglio di circoscrizione non è riuscito a mettersi d’accordo su un documento condiviso. Certamente non è attribuibile alla mia responsabilità la scarsa sensibilità di qualche consigliere di circoscrizione che, di fatto, ha impedito all’intera istituzione decentrata di assumere una posizione unitaria. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. La mozione di sfiducia nei miei confronti – conclude Miceli – è solo un atto propagandistico, che non ha alcun fondamento giuridico, da parte di chi non ha nulla da insegnare in materia di lotta alla mafia. Probabilmente dietro questa mozione ci sono altri interessi che mi premurerò di riferire, immediatamente, all’autorità giudiziaria”.
“Se c’è qualcuno che ha espresso chiaramente la condanna all’intimidazione mafiosa di Ballarò – dichiara Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo – è stata la presidente Miceli subito dopo i fatti accaduti, a fronte di un consiglio balbettante che ha gettato discredito su tutta la circoscrizione. Rifondazione Comunista esprime solidarietà a Paola Miceli, vittima di una vergognosa intimidazione da parte di dieci consiglieri che evidentemente non gradiscono l’azione moralizzatrice di una Presidente che ha evitato che la circoscrizione si riunisse per discutere della carta igienica o del sesso degli angeli. Infatti – continua Fumetta – nei prossimi giorni pubblicheremo gli atti che dimostrano il lavoro inutile di alcuni consiglieri di circoscrizione come ad esempio coloro che vogliono organizzare il raduno dei piccioni viaggiatori purosangue, mostreremo inoltre i verbali delle sedute, presiedute dal vice presidente Zacco, che presentano strane incongruenze tra orario di arrivo dei consiglieri e orario di chiusura delle sedute”.

