PALERMO – Torna in consiglio il piano Trabucco, ossia quel progetto di insediamento produttivo che da anni attende il via libera definitivo dal consiglio comunale. Gli uffici hanno accolto le osservazioni presentate da associazioni e cittadini, rispondendo a tutte, e nel corso delle verifiche è emerso che su 10 case presenti nell’area 5 sarebbero completamente abusive, mentre per le altre è in corso la procedura di sanatoria. Inoltre il progetto viola alcune norme del Prg, tanto da richiedere particolari deroghe che però vanno sottoposte alla Regione.
Un ulteriore allungamento di un iter che si trascina da anni, talmente tanti che perfino il Tar ha dovuto riconoscere “la illegittimità del silenzio serbato dal Comune interessato”. Le aziende interessate al Piano, ossia Eurospin, Imm srl e Autocamion, si sono infatti rivolte alla giustizia amministrativa per chiedere che Palazzo delle Aquile desse finalmente una risposta definitiva dopo anni di attesa. Gli uffici hanno dichiarato parzialmente accogli bili le osservazioni e le opposizioni presentate.
“Salta agli occhi, in questa lunga vicenda, che alcuni imprenditori decidono di realizzare delle strutture commerciali in area D2 – dice il capogruppo Pd in consiglio comunale Rosario Filoramo – tutto legittimo, si intende, ma la pianificazione di dettaglio, il piano particolareggiato, dimostra che l’area D2 ormai è stata pregiudicata da numerosi abusi edilizi che non consentono più il rispetto degli standard. Allora perchè si è scelto di pianificare tale area, impegnando tecnici e funzionari comunali per oltre un quinquennio, quando forse sarebbe stato più logico intervenire in altre zone della città che ancora conservano le condizioni per insediamenti industriali e commerciali? Cioè, chi decide dove impegnare le risorse comunali per la pianificazione urbanistica? Temo che a decidere sia il caso o l’interesse privato”.
“E’ uno di quei rari casi in cui, a Palermo, un imprenditore, anziché partire dalla sua proprietà per piegare il Piano regolatore alle sue esigenze, ha guardato al Prg per capire dove realizzare gli investimenti, come dovrebbe essere normale – dice il vice capogruppo di maggioranza Pierpaolo La Commare – cioè nonostante, fino ad adesso gli uffici non sono riusciti a esitare una risposta convincente rispetto alle esigenze dell’impresa. Ciò che è arrivato finora in consiglio comunale, non è stato privo di difetti anche gravi. Mi auguro che questa volta si riesca a dare una risposta, positiva o negativa, a chi vuole investire in città”.
“Quando arrivò il piano Trabucco per le osservazioni, presentai un ordine del giorno per chiedere che nel nuovo Prg si tenesse conto dell’edilizia regolarmente edificata o sanata – dice il presidente della commissione Urbanistica Alberto Mangano – questa contraddizione sembrerebbe non essere sciolta dalla delibera, quindi bisogna ridefinire l’area industriale. E’ però giusto che un imprenditore riceva una risposta. Bisogna aggiustare le cose nel nuovo Prg, fermo restando il diritto di chi ha una casa sanata di mantenerla e il dovere dell’amministrazione di perseguire i reati edilizi”.
“La vicenda Trabucco va risolta nel migliore dei modi, dando la possibilità di investire a chi ha acquistato – dice il capogruppo di Fi Giulio Tantillo – però bisogna far convivere le attività commerciali con le abitazioni. La strada che va dall’Agenzia delle entrate a viale Regione va realizzata al più presto, sarebbe una valvola di sfogo per il quartiere”.

