I precari tornano in piazza| Domani il corteo del Politeama

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La marcia si snoderà fino alla sede dell'Ars.

Cub-Alba
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2 min di lettura

PALERMO – I sindacati tornano in piazza per chiedere certezza alla politica sui precari. Domani alle 9, dal Politeama, partirà il corteo diretto all’Ars e indetto da Cub Pubblico impiego e Alba. Solo la prima “di una serie di iniziative di lotta che cesseranno soltanto quando si arriverà ad ottenere una soluzione reale al problema del precariato di tutti gli enti pubblici siciliani”, scrivono i sindacati in una nota. “Fino ad allora invitiamo tutti i lavoratori a prendere coscienza del rischio che stanno correndo e li invitiamo a partecipare. Ai sindaci chiediamo di sostenere le nostre iniziative. Ai cittadini diciamo che senza i lavoratori precari, che rappresentano la forza-lavoro portante delle pubbliche amministrazioni, non sarà più assicurata l’erogazione di servizi essenziali in tutto il territorio della Regione Sicilia. Il grido d’allarme lanciato in maniera forte e chiara dall’Ufficio di Presidenza dell’Anci Sicilia al ministro dell’Interno affinchè si renda conto della gravità della situazione siciliana, il cui contenuto anche noi abbiamo rappresentato con forza in varie occasioni nei tavoli istituzionali, compresi quelli prefettizi, conferma la necessità di interventi risolutivi ed urgenti per mettere fine ad una condizione di incertezza in cui è stata costretta la Sicilia dal governo Crocetta e dalla scarsa attenzione del governo nazionale. Riteniamo sia urgente un confronto con l’Anci Sicilia, che auspichiamo di incontrare subito, al fine di capire meglio quali sono le sue reali intenzioni. Riteniamo drammaticamente realistico quanto contenuto nel documento dell’Anci Sicilia, soprattutto quando afferma che ‘qualcuno deve pur rendersi conto della gravità di una situazione che sta precipitando in un baratro da cui, continuando così, sarà difficile venirne fuori” ed anche il riferimento che fa circa le urgenze finanziarie “rese insostenibili dai ritardi nell’erogazione delle risorse previste per i comuni – a cui – si deve aggiungere la drammatica situazione dei precari, dei quali sembra che nessuno intenda occuparsi nonostante le soluzioni a costo zero presentate dall’ANCI Sicilia, d’intesa con tutte le rappresentanze dei lavoratori'”.

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