PALERMO- Non sono invisibili, perché li vediamo. Sono impalpabili, perché è come se non ci fossero.
E rischiano la vita, al freddo, accanto alle vetrine illuminate che non riscaldano. I ragazzi della comunità di Sant’Egidio ieri sera sono andati in giro, come fanno sempre, calandosi nel cuore della disperazione che non ha riparo, tra vecchi e nuovi poveri. Hanno accolto l’inferno.
“La situazione è gravissima – dice Renzo Messina, volontario storico – tantissime persone dormono sul marciapiede. La crisi le ha rovinate. Il Comune si organizza secondo le sue possibilità, con impegno, ma non basta. Lanciamo un appello ai cittadini: portate con voi una vecchia coperta, quando siete in macchina, potreste salvare una vita. Noi abbiamo già organizzato una raccolta straordinaria”. (QUI tutte le istruzioni necessarie)
Non sono invisibili. E possono morire di stenti, nel periodo più gelato dell’anno. Come accadde a Fia, un clochard iraniano, qualche tempo fa. ‘Gli Angeli della notte’, l’associazione che si prendeva cura di lui e di altri senzatetto, non poterono far altro che constatare la fine di un uomo buono. E altri ancora sono stati uccisi dall’indifferenza: la cronaca annota qualche labile nome, come nel caso di Ernest spirato in corso Tukory.
“Tutti siamo chiamati all’impegno – dice Renzo – e non dobbiamo sottrarci. Alle volte, uno sguardo, un’attenzione in più sono determinanti per la salvezza di qualcuno”.
Per F., per esempio, che sta dalle parti di via Sciuti. Viveva con la sua compagna in un vecchio camper in disuso. Lei è morta in ospedale, il camper è stato bruciato. Ma F. trova ancora la forza di sorridere e di salutare i volontari che vanno a trovarlo, come se fosse una festa. E c’è A. che ha chiesto solo una sciarpetta del Palermo, perché è un grande tifoso. E c’è P. che dorme davanti a un portone. Quando vanno a recargli conforto, risponde: “Vi ringrazio. Mi affido e vi affido a Dio”.
Sono gli impalpabili che dormono ai margini delle luminarie. Sono le ombre vere a un passo dalla luce finta. Una vecchia coperta dimenticata, in fondo a un cassetto, può essere l’ultima speranza, prima che sia tardi.

