PALMA DI MONTECHIARO (AGRIGENTO) – Tra infiltrazioni d’acqua e riscaldamenti che non funzionano, è un gennaio da dimenticare per le scuole dei paesi dell’Agrigentino, istituti e cittadine non attrezzate per fronteggiare le temperature rigide di questi giorni. Neve e strade ghiacciate hanno reso impercorribili le strade dei paesi montani come Santo Stefano Quisquina, San Giovanni Gemini e Cammarata: in queste realtà, dal rientro dalle vacanze natalizie, si sono svolti appena 4 giorni di lezioni, con le porte che sono rimaste chiuse anche questa mattina. Non se la passano meglio gli alunni delle scuole dei paesi a bassa quota, come quelle di Palma di Montechiaro: nell’istituto ‘Arena delle Rose’ i bambini sono costretti a recarsi a scuola “armati” di coperte e calzamaglia per seguire le lezioni senza il tormento del freddo.
Nella stessa scuola, diversi sono i problemi di infiltrazioni dovute alle copiose piogge degli ultimi giorni, un problema ammesso dallo stesso sindaco del paese Pasquale Amato, il quale però scarica la responsabilità sull’ufficio comunale che si occupa degli edifici scolastici e sulla burocrazia: “Ho saputo di questa situazione ieri – scrive Amato, rispondendo a un genitore che ha segnalato il problema – anche se qualche giorno prima la vicaria mi aveva segnalato le infiltrazioni e avevo già mandato gli operai. Interverranno appena le pareti si asciugheranno per le saldature della guaina. L’ufficio Scuola che avrebbe dovuto monitorare non pare sia stato tanto efficiente, ma contro una certa burocrazia inaccettabile lotto giorno per giorno”.
Disagi sono stati vissuti anche dagli studenti di Racalmuto, che hanno fatto i conti con riscaldamenti non funzionanti e i nuovi locali della scuola ‘Pietro D’Asaro’, appena ristrutturati, già alle prese con infiltrazioni: l’amministrazione comunale ha deciso di sostituire i termosifoni non funzionanti. Sulle condizioni delle scuole e delle strade agrigentine, e sulle strade da intraprendere per risolvere i problemi, si terrà oggi in prefettura un incontro tra i sindaci, i vertici delle forze dell’ordine, il commissario del Consorzio di Agrigento e il viceprefetto.

