"Donna ridotta in schiavitù" | Convivente al giudizio immediato

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Le accuse della donna. Lui: mente per vendetta.

PALERMO– La Procura ha chiesto e ottenuto il rito immediato (si salterà quindi l’udienza preliminare) per l’uomo che avrebbe segregato in casa la convivente disabile, facendola anche prostituire. Ad accusarlo è proprio la donna che ha denunciato l’indagato che tra il 2010 e il 2016, con violenza e minacce, l’avrebbe costretta a prostituirsi in cambio di 20 euro a rapporto o di cibo. L’uomo si è difeso dicendo che la ragazza mente per vendetta. A questa tesi ha creduto, in parte, il tribunale del Riesame che ha fatto cadere il capo d’imputazione più grave, quello legato all’induzione alla prostituzione, e concesso i domiciliari all’indagato. La ragazza, affetta da gravi problemi di salute, secondo il sostituto procuratore Siro De Flammineis che coordina le indagini dei carabinieri, sarebbe stata costretta a prostituirsi e a subire ogni sorta di maltrattamento. Gli appuntamenti con i clienti sarebbero avvenuti sia a Partinico che a Cinisi e a Terrasini. (ANSA).

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