Caro Maurizio Zamparini, Caro Paul Baccaglini (o viceversa)
Ma non è che ci state ‘prendendo per il closing’? Per carità, la presente non ha la velleità di un atto d’accusa senza appello. E’ appena la registrazione di un umore popolare in repentino e giustificato mutamento. Perché, vedete – carissimi Maur e Paul – il palermitano è per sua natura una creatura doppia, un Giano bifronte. Il suo amore iniziale lo trasforma subito in irridente diffidenza, se non riceve risposte chiare in un tempo ragionevole.
Nella lettura di questo peculiare stato d’animo, la famosa trattativa che ha per epicentro la maglia rosanero si è già risolta in un clamoroso insuccesso. Una tifoseria ferita da una retrocessione frutto dell’incompetenza e di una serie incredibile di sciagurati errori, più che della sventura, avrebbe avuto bisogno di altro. Non di parole al vento, ma di certezze immediate. Non di proclami, ma di azioni. Non di uno spostamento continuo dell’asticella che promette senza finora mantenere. Non di ‘compreremo’, ma di acquisti veri.
Invece….
E’ arrivato un nuovo mister che sarà bravissimo, tuttavia, al momento, ha il volto di un poco illustre sconosciuto. Ed è stato scelto da te, (Zampa), non da te, (Bacca). La campagna di rafforzamento? Nulla. Segni di discontinuità? Niente. E la svolta? E la terra promessa agognata? Gli indizi, insomma, conducono a un clima di sospetto che si rafforza, mentre i giorni scorrono senza che si registri una novità che sia una, nel dedalo di poco comprensibili comunicati di differimento.
Caro Paul, ti abbiamo accolto come un fratello maggiore, incantati dal tuo sorriso caldo, un po’ plastificato, magari, dal tuo approccio americano, studiato per far sentire l’interlocutore di turno importante – stretta di mano a tenaglia, con contemporanea presa di gomito, sguardo fisso nello sguardo, capoccia crinita che annuisce riflessiva a qualsiasi minchiata profferita da chicchessia -, abbiamo diviso le giornate e le speranze, ti abbiamo accompagnato nei mercati storici, descrivendo con minuzia l’annacata di rito, manco fosse un reportage dal confine iracheno. Dappertutto eri. Una città intera è stata militarmente baccaglinizzata. Non c’era programma tv, premiazione, convegno, simposio, ricevimento di battesimo o di prima comunione dove non ci fossi tu. Non c’era caffè che non prendevi.
Poi, sei sparito come un capetto sovietico in disgrazia. Dove sarà mai Paul? Tu facevi capolino, ogni tanto, lasciando cadere un messaggio come la Sibilla Cumana, alludendo a oscure necessità economiche, con un sottinteso: che dovete saperne di alta finanza voi?
E noi, umilmente, abbiamo cercato di acquisire gli strumenti economici necessari, ripassando per benino le regole più astruse del Monopoli. Infine, sei riapparso in effigie. Una conferenza via facebook con qualche frasetta di circostanza che non ha districato un solo malumore. Un sorriso caldissimo e una stretta di mano (con raddoppio al gomito) col sindaco Orlando che – si legge – ti ha dato carta bianca, spendendo rassicurazioni che a qualcuno sono apparse incaute, in pubblica mancanza di fatti acclarati e documentazioni precise al millesimo.
Ma Luca è un uomo di mondo e sa il fatto suo, speriamo che nessuno sia costretto, un domani, a rinfacciargli una tale robusta apertura di credito. Forse sarebbe stata consigliabile una più avvertita cautela, in un frangente di sogni fragili e sospesi.
Nel frattempo – parrebbe di capire – non comandi tu, Paul Baccaglini. Comanda l’altro protagonista di questa letterina, Maurizio Zamparini. Tu, (Maurizio), hai scelto il tecnico e il direttore sportivo, al ribasso. Tu meni le danze. Tu sei dove sei sempre stato. Lì dove nessuno ti vuole più.
E il copione è fatalmente cambiato, il cuore rosanero sta decisamente virando verso un’impenetrabile amarezza. Dalla fiducia si è passati alla diffidenza. Dai titolini sui giornali di venerazione ai titolacci di sfotticchiamento. Dai commenti riverenti sui social alle irriverenti punture di spillo. Eppure, voi, cari Maurizio e Paul continuate indisturbati la vostra contradanza, il vostro minuetto galante di ammiccamenti e sussurri. Un passetto di qua. Un passetto di là.
A lume di cronaca e di umore, non rimane dunque che annotare la domanda inquieta di un popolo facile all’entusiasmo, eppure meno sprovveduto di quello che si pensi: sarà mica una presa per il closing?

