PALERMO – “Non gioisco per la sua morte, ma non posso perdonarlo. Come mi insegna la mia religione avrei potuto concedergli il perdono se si fosse pentito, ma da lui nessun segno di redenzione è mai arrivato”. Così Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia ha commentato all’ANSA la morte del boss Totò Riina.
“Per quello che è stato il suo percorso mi pare evidente che non abbia mai mostrato segni di pentimento”, ha aggiunto. “Basta ricordare le recenti intercettazioni in cui gioiva della morte di Giovanni Falcone”, ha concluso Maria Falcone riferendosi alle conversazioni registrate in carcere tra Riina e un compagno di detenzione in cui il capomafia rideva ricordando di aver fatto fare al magistrato “la fine del tonno”.
“Resta il forte rimpianto che in vita non ci abbia svelato nulla della stagione delle stragi e dei tanti misteri che sono legati a lui”. Lo ha detto all’ANSA Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, a proposito della morte del boss Totò Riina. “Per lui – ha aggiunto – questo sarà il momento più difficile perché dovrà presentarsi davanti al tribunale di Dio a rendere conto del sangue e delle lacrime che ha fatto versare a degli innocenti”. (ANSA).

