PALERMO – La data si avvicina e la paura aumenta. Martedì prossimo suo marito sarà scarcerato e Nunzia ha paura. L’uomo finirà di scontare la pena per avere maltratto l’ex moglie, che tramite il suo legale, l’avvocato Alessandro Musso, chiede “protezione”.
Dopo due anni trascorsi arrangiandosi, lei è tornata nella casa per cui sta pagando il mutuo e che l’ex marito aveva occupato.
Le continue liti convinsero il Tribunale per i minorenni ad affidare il figlio della coppia alle cure di una comunità. Dalle indagini, però, emersero le responsabilità dell’uomo che picchiava la moglie, poco più che cinquantenne, anche in presenza del bimbo. Da qui la condanna e la dichiarazione di decadenza dalla potestà genitoriale.
La mamma ha scelto di vivere per un periodo in comunità pur di stare accanto al bambino. Due anni sereni che hanno convinto i giudici ad autorizzare il rientro a casa nel fine settimana. Un ritorno, seppure graduale, alla normalità.
Quando l’uomo ha finito di scontare la prima condanna si è rifatto vivo. Ed è tornato l’incubo dei maltrattamenti. Ha pure minacciato di morte l’ex moglie. Un giorno si è introdotto in casa e ha cambiato la serratura della porta. Da qui la seconda denuncia e il nuovo arresto.
Nel frattempo il Tribunale ha assegnato a Nunzia l’immobile nel rione Acquasanta, dove ha fatto rientro grazie all’intervento di un fabbro. I giudici hanno stabilito che madre e figlio devono vivere insieme. “La situazione va tenuta sotto controllo – spiega l’avvocato Musso – anche perché l’uomo dovrà recuperare gli effetti personali e la macchina parcheggiata sotto l’abitazione in cui vicino madre e figlio. Un contatto fra marito e moglie potrebbe essere pericoloso”.

