PALERMO – È lungo l’elenco dei beni sequestrati a presunti prestanome dal giudice per le indagini preliminari sulla base delle indagini del Nucleo di polizia valutaria. Sarebbero beni comprati con i soldi sporchi dei clan mafiosi. Ecco la lunga lista: appartamento in via Isidoro Carini a Palermo (intestato a Domenico Milazzo e Concetta De Santis), appartamenti e terreni a Carini, in via Prise, e a Palermo in via Isidoro Carini (intestati ad Emanuela Milazzo); le ditte individuali “Milazzo Emanuela” (che gestisce un bar-tabacchi in via Simone Corleo 12, Palermo), “Russo Giovanni” (Internet Point in via Ximenes 35, Palermo), “Trapani Francesco Paolo” (via Principe di Scordia 173, Palermo); appartamenti intestati a Giuseppa Mandarano in via Giuseppe Impastato e uno in via Ruggero Loria, a Palermo. Ed ancora una serie di attività commerciali: ”Bebé Bom Bom di Bronti Cristina” di via Telesino, Cotasa srl (centro scommesse in piazza Don Bosco 7/H), Cabo srl (centro scommesse in via Cala 64), Debo srl (centro scommesse) di via Ruggero Loria 78, Medi Games di via Biagio Petrocelli, 3/A, sala giochi di “Gnoffo Angela” in via Alfonso Amorelli 12, alimentari di “Gianpiero Giannotta” con sedi in vicolo Appalto e in via dei Materassai, ditta Oliveri Nunzio con bar in via Cappuccini 124 e via Papireto 39, ditta individuale David Anna che gestisce un bar in via Papireto 66, ditta individuale Calandra Aldo che gestisce due bar in vicolo Caracausi e via Cala 84, Caffetteria Aurora di via Francesco Crispi: un appartamento e un terreno intestati a Giuseppe Corona che si trovano in via Barbarigo.
Una rete di prestanome avrebbe consentito di investire ingenti capitali.
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