Vincenzo, ucciso e dimenticato | "Ci hanno rubato la vita con papà"

Vincenzo, ucciso e dimenticato | “Ci hanno rubato la vita con papà”

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Vincenzo Spinelli
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Una storia sepolta. Di cui solo adesso si parla per l'impegno di chi non ha dimenticato.

PALERMO– Gli occhi diversamente celesti di Tiziana e Valeria Spinelli confermano una verità dura da accettare: il dolore non passa mai. Li vedi, questi occhi, con una qualità differente di pianto. Ci sono lacrime che affiorano per liberare il peso di troppi anni di assenza, in superficie. Ma ci sono lacrime di profondità che si lasciano appena intravvedere e poi tornano laggiù, dove la mutilazione fa più male.

Tiziana e Valeria sono figlie di Vincenzo Spinelli, titolare a Palermo di un negozio di abbigliamento, ucciso perché non volle sottomettersi al ricatto del controllo del territorio, secondo le cronache che hanno raccontato il suo omicidio.

Si legge su facebook: “Carissimi amici, vi ricordiamo che il 30 agosto sono 36 anni che il nostro caro papà non è più con noi. Quest’anno lo ricorderemo alle ore 20.30, con un momento di raccoglimento e di preghiera che si terrà presso l’installazione ‘La Spirale della Vita’ dedicata a tutte le vittime innocenti della mafia, che si trova a Palermo in Piazza Bologni. Un ringraziamento di cuore per tutti coloro che recandosi a Piazza Bologni volessero unirsi a noi in questo momento di raccoglimento e preghiera.  Interverranno il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani, il vicesindaco di Palermo, Sergio Marino, il consigliere comunale e fondatore dell’associazione ‘Palermo aperta a tutti Onlus’ Igor Gelarda, il consigliere comunale Elio Ficarra, la curatrice dell’installazione Daniela Brignone, e il consigliere di Stato Carlo Modica De Mohac”.

E’ stato Igor Gelarda a farsi carico dell’organizzazione: “Qualche giorno fa – racconta – Tiziana e Valeria hanno chiesto un appuntamento con me. Ci siamo incontrati per un caffè e mi hanno rappresentato la storia del loro papà che non conoscevo. Alla fine, piangevamo tutti. Mi sono impegnato perché a Vincenzo Spinelli sia dedicata una targa nel luogo in cui fu ucciso. Vedremo altri passi successivi. Questa iniziativa è per tutte le vittime dimenticate”.

Vincenzo Spinelli è stato riconosciuto quale vittima di mafia. Un successivo crisma alla sua ribellione che non toglie un grammo al lutto dei giorni. Gli occhi di Valeria e Tiziana non hanno mai dismesso quei paramenti tristi. Sono entrambe donne sensibili e coraggiose. Hanno costruito un’esistenza con l’amore e con la memoria disponibile.

Nella redazione di LiveSicilia, parlano con una voce sola, Tiziana e Valeria. Ricostruiscono una vicenda di intimidazioni, sgarbi, rapine. Infine, quegli spari sotto casa. “Li sentimmo e capii tutto – dice Valeria – qualcosa era finito per sempre. Dovevamo andare a mangiare una pizza”. “All’inizio – spiega Tiziana – dicevamo che papà era morto di infarto, per paura, quasi per vergogna. Sono stati anni terribili. Ci hanno rubato nostro padre”.

La giustizia, in un alternarsi di condanne e assoluzioni, ha tratteggiato soprattutto il contesto. Vincenzo Spinelli, ‘vittima innocente della mafia e della criminalità organizzata’, era in macchina con la moglie quando lo massacrarono con sei colpi. La donna che amava e che aveva accanto, da allora, sta comprensibilmente malissimo. Qualche tempo prima – ricordano le figlie – era stato pedinato e qualcuno aveva sfondato il parabrezza della sua auto con un masso.

Quello che rimane, adesso, è immenso amore annodato alla memoria: pupille che scrutano il buio per ravvisare una fisionomia cara. Sempre ci riescono. Ma le ragazze, le bambine di ieri, a cui quegli occhi appartengono sanno che il dolore non passerà mai.

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