ROMA – Il sottosegretario Armando Siri è accusato di corruzione dalla Procura di Roma per avere nella sua “duplice veste di senatore della Repubblica e sottosegretario alle Infrastrutture” nella “qualità di pubblico ufficiale” asservito “le sue funzioni e i suoi poteri ad interessi privati”.
È quanto emerge dal decreto di perquisizione dei pm romani nel filone di indagine trasmesso dai colleghi di Palermo. Una azione, per i magistrati della Capitale, messa in atto “tra l’altro proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia (Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ministero dello Sviluppo economico, Ministero dell’Ambiente) l’inserimento in provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentare (Decreto interministeriale in materia di incentivazione dell’energia elettrica da fonte rinnovabile) e di iniziativa governativa di rango legislativo (Legge Mille proroghe, Legge di Stabilità, Legge di Semplificazione) ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il cosiddetto ‘mini-eolico’”.
“Respingo categoricamente le accuse che mi vengono rivolte. Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette”. Lo afferma in una nota il sottosegretario Armando Siri. “Chiederò di essere ascoltato immediatamente dai magistrati e se qualcuno mi ha accusato di queste condotte ignobili non esiterò a denunziarlo”, aggiunge.
È in “alcune conversazioni” intercorse tra l’imprenditore Paolo Arata e il figlio Francesco che si fa “esplicitamente riferimento alla somma di denaro”, circa 30 mila euro (“promessa o dazione”), “pattuito a favore di Armando Siri per la sua attività di sollecitazione dell’approvazione di norme” che avrebbe favorito lo stesso Arata
Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi scrivono che “il fumus” a carico di Siri è legato anche ai “numerosi incontri tra gli indagati così come accertato dalla polizia giudiziaria – scrivono- attraverso appositi servizi di osservazione e alla incessante attività promossa dal medesimo Siri per l’approvazione delle norme, così come emergente da ulteriori conversazioni che Arata ha intrattenuto tanto con i suoi familiari e sodali nell’impresa, quanto con collaboratori del Siri e con altre persone coinvolte (con ruoli istituzionali e non) nella redazione delle stesse”.

