Turismo, agroalimentare: le aziende lanciano l'allarme.
PALERMO – Più del coronavirus adesso sembrano far paura le conseguenze economiche della reazione al virus. Gli allarmi si moltiplicano e cresce la preoccupazione.
Turismo al tappeto
“L’emergenza legata al coronavirus sta generando forti elementi di crisi su tutto il sistema economico nazionale colpendo in modo diretto la filiera dell’industria turistica, dove si registrano migliaia di disdette e mancate prenotazioni dai mercati nazionali e internazionali”.Così oggi il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco. “Alla luce di tali difficoltà – aggiunge – è opportuno avviare un confronto con le Istituzioni locali e le parti sociali per monitorare gli sviluppi della situazione e valutare azioni comuni da intraprendere per contenere gli effetti della crisi a tutela delle imprese e dell’occupazione”.
Già ieri si era fatta sentire Confesercenti Sicilia, che ha parlato del settanta per cento di disdette, con conseguenze nefaste per il turismo. “L’allarme lanciato dal presidente di Confesercenti Sicilia e presidente nazionale di Assoturismo, Vittorio Messina, sugli effetti che l’arrivo del coronavirus sta avendo sul turismo nella nostra isola, è sicuramente un elemento preoccupante, quando già si parla dell’80 per cento di cancellazioni delle prenotazioni che riguardano le strutture ricettive siciliane”. Così oggi l’europarlamentare siciliana della Lega, Francesca Donato. “La proposta di istituzione di un tavolo regionale che affronti i problemi del settore, lanciata da Confesercenti, è assolutamente condivisibile – aggiunge la legghista -. E sono disponibile a dare il mio contributo, in prima persona, su un tema che considero coesivo e mai divisivo. Il turismo è volano di economia. E, purtroppo, in un momento di profonda crisi generale il rischio reale è che il grande potenziale, prodotto sino ad oggi dal flusso turistico in Sicilia, venga vanificato”.
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Giuseppe Rosano, presidente di “Noi albergatori Siracusa”, si appella ai proprietari d’albergo della città: «Pur nella consapevolezza che il numero di casi positivi al Coronavirus continua a crescere in Italia e che le zone interessate dalla diffusione del virus si allargano, con i primi casi registrati a Palermo, invito a mettere da parte l’emotività e ad agire con quel senso di accoglienza che ci ha sempre contraddistinto. Ospitando, quindi, con rispetto, chiunque chieda alloggio all’interno degli alberghi siracusani, senza opporre rifiuto alcuno».
L’agroalimentare a Palermo: rischio paralisi
Trentacinquemila aziende dell’agroalimentare a rischio paralisi in provincia di Palermo per il Corona virus Covid 19. Preoccupazione anche per il settore agrituristico: tra ieri e oggi già arrivate le prime disdette sulle prenotazioni di marzo. E’ l’allarme lanciato dalla Cia Sicilia Occidentale che, nei giorni scorsi, aveva già sottolineato le gravi difficoltà attraversate dal comparto per colpa del perdurare della siccità. “Le misure restrittive che potrebbero essere decise nei prossimi giorni, unite alla chiusura di alcuni mercati del Nord Italia che hanno portato allo stop delle esportazioni dall’isola, sarebbero il colpo di grazia su una stagione già compromessa da condizioni meteoclimatiche avverse e prezzi sempre più al ribasso”, dice Luca Basset, direttore della Cia Sicilia Occidentale.
Il timore dell’epidemia e l’eccessivo allarmismo di questi ultimi giorni stanno iniziando ad avere le prime ripercussioni economiche sul comparto agroalimentare, così come avvenuto in passato con altre emergenze sanitare come l’influenza aviaria, la blue tongue o la peste suina. La Cia Sicilia Occidentale tiene però a sottolineare che il settore si è già dotato da tempo di protocolli sanitari stringenti con controlli periodici e approfonditi. I nostri allevamenti hanno i più elevati standard di tutela sanitaria.
In ansia anche le strutture agrituristiche. “L’incertezza e la paura stanno spingendo tanti ad annullare vacanze e viaggi. Sono già arrivate le prime telefonate e mail per cancellare le prenotazioni per marzo. Primavera e Pasqua sono due periodi importanti per la sopravvivenza degli agriturismi”, spiega Daniela Di Garbo, responsabile di Turismo Verde Cia, l’associazione che riunisce le strutture agrituristiche. “Non si sa in che modo e in che tempi la situazione potrà evolversi e già registriamo le prime ricadute economiche negative. Chiediamo al governo regionale di vigilare e attivare tutte le procedure necessarie per tutelare le aziende agricole, zootecniche e agrituristiche siciliane, come sgravi fiscali e contributivi, rinvio di pagamenti e scadenze per gli obblighi relativi all’Ocm vino e l’attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori”, è la richiesta avanzata dal presidente della Cia Sicilia Occidentale, Antonino Cossentino.
Caos viaggi
Nel settore dei viaggi e dei trasporti è un vero e proprio caos in Italia, a causa della situazione di emergenza legata al coronavirus. Lo denuncia oggi il Codacons, che sta ricevendo le richieste di aiuto di migliaia di utenti che avrebbero dovuto affrontare viaggi e spostamenti in questi giorni.
Francesco Tanasi Segretario Nazionale spiega che “Chi ha acquistato un viaggio con una destinazione estera rischia di essere rimandato indietro, o di rimanere bloccato in quarantena a causa delle limitazioni che numerosi paesi stranieri stanno adottando verso i viaggiatori italiani. In sostanza si ha la certezza di partire, ma regna la totale incertezza sulla possibilità di usufruire dei soggiorni acquistati”.
“A fronte di tale situazione migliaia di utenti stanno chiedendo attraverso il Codacons rimborsi di biglietti e pacchetti a compagnie aree, hotel, agenzie di viaggio, tour operator e siti di prenotazione online, ottenendo in risposta un netto rifiuto, non essendoci provvedimenti specifici in materia da parte delle istituzioni – prosegue Tanasi – Un caos totale e generalizzato che danneggia sia i consumatori, sia gli operatori del turismo, con agenzie di viaggio e intermediari che vanno verso il fallimento”. Per tale motivo Tanasi chiede oggi al Governo un decreto ad hoc che tuteli sia i viaggiatori, sia le attività di intermediazione turistica, attraverso il quale sia disposto l’obbligo in capo a compagnie aeree, hotel, siti di prenotazione e altri soggetti di rimborsare integralmente tutti coloro che hanno anticipato soldi per viaggi e vacanze, e che in virtù della situazione di forza maggiore determinatasi e dell’incertezza che regna sul settore, decidano di annullare le partenze, indipendentemente dalla destinazione finale del viaggio.