CATANIA – Cambia il vento e c’è la ressa per saltare sul carro di #DiventeràBellissima. Tutti civici tutti. E’ più o meno questo il mantra che riecheggia al quartiere generale di Nello Musumeci dove si respira un clima di ottimismo e si contano i minuti che separano dalla presentazione delle liste. Come da copione non mancano i convertiti sulla via di Damasco che hanno nascosto le bandiere “del passato” per sfoggiare un civismo nuovo di zecca. Tutti ai blocchi di partenza, intenzionati a tagliare il traguardo per fare mangiare la polvere agli avversari. Un’operazione che sembra a portata di mano, ma che passa soprattutto dalla forza delle candidature in campo.
Del resto i numeri all’Ars la fanno da padrone e gli avversari oltre che gli alleati (parenti-serpenti) di certo non scherzano in termini di consenso. La lista catanese, probabilmente capitanata da Nello Musumeci, salvo sorprese, sarà formata da Angelo Sicali, ex vice presidente della provincia e volto noto della destra catanese, Francesco Longo, presidente del consiglio comunale di Giarre, Giuseppe Arena, ex vice sindaco di Umberto Scapagnini ed ex deputato regionale autonomista, e Giuseppe Zitelli, ex assessore di Belpasso vicinissimo al sindaco Carlo Caputo. In corsa per un posto all’Ars tra le fila del movimento anche Giovanni Grasso, vice sindaco di Aci Catena, l’attrice Valeria Contadino e l’ex consigliere provinciale centrista Ernesto Calogero più qualche innesto legato al mondo delle professioni e della società civile.
Una lista senza vincitori designati che punta a un buon risultato e al voto d’opinione seguendo il diktat musumeciano del niet ai così detti “impresentabili”. Un’operazione che almeno in casa propria il candidato del centrodestra può mettere in campo. Per mesi, infatti, i colonnelli del movimento hanno vagliato numerose proposte di candidatura, scremato le richieste e cercato di rispondere alla vocazione civica e territoriale di #DiventeràBellissima. Lo sanno bene l’ex sindaco etneo Raffaele Stancanelli, regista dell’operazione che ha scelto di stare dietro le quinte, e il frontman Ruggero Razza, delfino di Nello Musumeci sempre in prima linea. I due hanno seminato per mesi e attendono di raccogliere i frutti del loro lavoro. Alla fine dei giochi anche l’affaire Palazzo non ha fatto altro che rafforzare la compagine musumeciana e avallare le bontà dell’operazione di restyling della polverosa destra ex An che apre a energie, più o meno fresche, provenienti da altri lidi. La palla adesso passa ai siciliani.

