CATANIA – L’autunno si avvicina e con questo le piogge torrenziali. Per questo si corre ai ripari per pulire canali e caditoie al fine di evitare gli allagamenti che, da tempo, ormai, sono la conseguenza delle precipitazioni più intense. Al Maas, ad esempio, la puntuale opera di pulizia dei canali di scolo attorno all’area di contrada “Jungetto” ha permesso sino ad oggi di scongiurare ai mercati agroalimentari di Sicilia. Nei giorni scorsi, poco prima del naufragio che si è abbattuto su Catania, è stato effettuato un lavoro straordinario finalizzato alla pulizia delle ostruzioni da canneti e da materiale di risulta. L’opera è stata effettuata grazie alla prontezza da parte del consorzio di bonifica 9 Catania.
“L’accordo sottoscritto con il consorzio da oltre due anni – spiega il presidente del cda del Maas, Emanuele Zappia – ha prodotto risultati straordinari in termini di prevenzione come la pulizia dei canali, economici ma anche di programmazione. Siamo stati insieme promotori di due tavoli tecnici con tutti i soggetti competenti, Comune, genio civile per pianificare interventi per risolvere problemi di natura idraulica, ma per prevenire un pericolo legato al rischio idrogeologico, per la città di Catania e parte della provincia”.
E se nell’hinterland si lavora per scongiurare nuove esondazioni, in città c’è chi chiede interventi profondi sulla pulizia di tombini e caditoie, per evitare che interi isolati vengano allagati da qualche pioggia un po’ più intensa. Come accade a Cibali, rione da sempre problematico in caso di pioggia, per la presenza del fiume che scorre nel sottosuolo e che impedisce il deflusso delle acque meteoriche, quando particolarmente intenso.
Per questo, il presidente della circoscrizione, Emanuele Giacalone, e il consigliere Santo Arena, chiedono all’amministrazione interventi urgenti, isoprattutto nella zona di via Sabato Martelli Castaldi, via Susanna, via Casagrandi, oltre che piazza Bonadies dove, la scorsa settimana, l’acqua scendeva così copiosa da impedire il passaggio a piedi. “Occorre mettere in sicurezza la zona – affermano Giacalone e Arena. Ogni volta che piove si scatena il panico e la preoccupazione, anche perché le botole dei tombini saltano e le strade si trasformano in fiumi in piena. Bisogna scongiurare – concludono – che si ripetano le tragedie del passato”.

