"Cialdini non merita una strada" |Anastasi chiede nuovo nome

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Dedicare la via alle spalle di corso Indipendenza alle vittime della strage di Pizzolungo, piuttosto che al controverso generale risorgimentale, la proposta di Anastasi.

toponomastica
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CATANIA -Non è nuovo a questo genere di proposta. Anzi, lo aveva già chiesto non molto tempo fa, spiegando come non fosse edificante per il popolo siciliano avere una via intitolata a Enrico Cialdini, generale che durante il Risorgimento fu protagonista della repressione tra Benevento e Gaeta, nel 1861. Oggi, il consigliere comunale di Grande Catania, Sebastiano Anastasi, torna sulla questione chiedendo all’amministrazione di revisionare la toponomastica, eliminando il riferimento a Cialdini e destinando la via, piuttosto, a una vittima della mafia, data la ricorrenza di oggi. Soprattutto perché, da strada  sconosciuta e poco frequentata, la via Cialdini diventerà punto di riferimento della cittadinanza con l’apertura del Centro sociale di San Leone.

“Per ora si tratta di una strada conosciuta solo dai residenti del rione Carcaci – afferma Anastasi – ma, con la prossima apertura del vicino centro polifunzionale di San Leone, dove l’amministrazione comunale trasferirà tra l’altro gli uffici Anagrafe del centro, la via Cialdini diventerà una delle arterie più trafficate di una vasta area oltre a diventare inevitabilmente conosciutissima. Non può, proprio per questo – continua – essere intitolata a Cialdini: una figura non proprio positiva per la storia del Meridione”.

Nessuna intenzione di fare revisionismo, specifica Anastasi, “piuttosto – afferma – ma, piuttosto, punto a dedicare questa via cittadina a personaggi degni dell’attenzione dell’intera comunità catanese ed infatti ho proposto, ancora inspiegabilmente senza ascolto, di cambiare la denominazione toponomastica di via Cialdini a favore delle vittime di Mafia nell’attentato compiuto a Pizzolungo nel Trapanese nel 1985. In quell’occasione Cosa Nostra voleva uccidere il magistrato Carlo Palermo e invece causò la morte di una mamma, Barbara Rizzo, e dei suoi figli gemelli di sei anni Salvatore e Giuseppe Asta “colpevoli” solo di trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato. Dedicare la strada-conclude il consigliere comunale- ad una donna che insieme ai due piccoli figli si è trovata inconsapevolmente travolta dalla brutalità mafiosa mi sembra un atto dovuto alla vera storia della nostra terra”.

 

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