CATANIA – Mentre ci prepariamo all’Ottava di Sant’Agata, desideriamo esprimere la nostra lode a Dio per l’ulteriore tappa del cammino avviato da alcuni anni, finalizzato a dare alla festa un crescente spessore di religiosità. Tutti abbiamo potuto registrare celebrazioni, riflessioni, incontri, preghiere, inni, ascolto dei fedeli, incrocio di sguardi, benedizioni e ringraziamenti. Tanta la fatica, molti i pensieri, ma su tutto la lode a Dio per il dono della nostra Patrona e del suo esempio da seguire per arrivare a Cristo. Al contempo, vogliamo esprimere pure il nostro ringraziamento a quanti hanno collaborato e dedicato tempo ed energie a servizio della Chiesa e della Città per dare alla festa un’impronta cristiana. Tra questi, un ringraziamento particolare al nuovo Capo Vara.
Alla luce di ciò, restiamo colpiti e rattristati per l’enfasi data dai mass-media locali e nazionali alla vicenda di una delle candelore. Vicenda che vede indebitamente coinvolti tutti, Chiesa e Città, quando le immagini e le parole riguardano non solo la candelora in questione, ma il volto della stessa Agata, della Chiesa, di quanti si impegnano perché sia un tempo di vera festa religiosa.
Riteniamo indispensabile, pertanto, rimarcare ulteriormente che la Basilica Cattedrale di Catania non ha nulla a che vedere con l’organizzazione, la gestione, il giro, gli spostamenti e le soste delle candelore, e la scelta dei loro portatori. Inoltre, affermiamo con forza il nostro impegno per la legalità e contro ogni forma di “inchino”, che non sia riservato esclusivamente a Dio e ai suoi santi.

