CATANIA – Si pente Fabrizio Nizza, uomo d’onore dei Santapaola. Le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia, insieme ai verbali di Davide Seminara hanno permesso di chiudere il cerchio delle indagini dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catania scattate dopo il maxi sequestro di armi a Librino dello scorso settembre. L’inchiesta dei militari è culminata oggi con il fermo di 6 persone in esecuzione di un provvedimento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – per i reati di associazione mafiosa, armi, estorsione ed usura. A finire in manette sono Giovanni Cavallaro, 42 anni, Francesco Magrì, 43 anni, Giuseppe Montegrande, 47 anni, Giovanni Privitera, 39 anni, Danilo Scordino, 26 anni e Filippo Scordino, 26 anni.
L’operazione, come detto, scaturisce dall’attività investigativa sviluppata immediatamente dopo il sequestro di un arsenale (oltre 40 armi tra pistole, fucili e mitragliatrici) operato, il 20 settembre 2014, dai Carabinieri nel popolare quartiere di Librino.
Il rinvenimento delle armi ha offerto lo spunto per un approfondimento investigativo che ha permesso di fare luce sui nuovi scenari della mappatura mafiosa nel capoluogo etneo. In particolare le nuove dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Fabrizio Nizza, “uomo d’onore” e vertice del gruppo di Librino, unitamente valutate a quelle del suo luogotenente Davide Seminara, hanno consentito di acquisire importanti elementi probatori in ordine alla disponibilità delle summenzionate armi da parte di alcuni indagati nonché ricostruire l’attività estorsiva ed usuraia posta in essere nei confronti di un imprenditore catanese il quale, dopo essere malmenato brutalmente, è stato costretto per saldare parte dei suoi debiti a cedere delle proprietà immobiliari.
Il concreto pericolo che i sei fermati potessero darsi alla fuga, la potenza di fuoco del gruppo, come dimostrato dalle armi da guerra sequestrate dai Carabinieri ed il rischio che le minacce di morte potessero essere portate a compimento nei confronti dell’imprenditore, hanno indotto i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ad emettere il provvedimento. I sei sono stati rinchiusi nel carcere di Catania Bicocca in attesa dell’udienza di convalida che ci sarà nei prossimi giorni.

