Finì in carcere per una prostituta |Appena libero cerca di ucciderla

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Scene di violenza ieri al "passiatore" di Catania. Un tunisino ha aggredito brandendo un coltello una romena. La polizia, allertata dai presenti, è riuscita a disarmarlo. Il movente? Una vendetta covata due anni.

Tentato omicidio
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2 min di lettura

Khamais Dinari

CATANIA – Ha covato la sua vendetta in cella per due anni. Giorno dopo giorno, da dietro le sbarre, aveva alimentato il suo intento di poter finalmente “regolare” i conti con chi era la responsabile del suo ingresso in carcere. Khamais Dinari, 41enne, ieri è andato alla stazione per poter concretizzare il suo piano e “uccidere” la romena che “gli aveva rovinato la vita”. Davanti a diversi testimoni avrebbe prima colpito ripetutamente la donna in testa con calci e pugni e poi, con in mano un coltello, l’avrebbe trascinata per i capelli verso la zona alberata del “passiatore” urlandole in faccia che era “andato lì per ammazzarla”. Scene raccapriccianti a cui i presenti non sono rimasti a guardare inebetiti: è scattata, infatti, la chiamata al 113 e diverse persone hanno tentato di frenare la furia del tunisino.

E’ arrivata la polizia alle 21,30. Gli agenti delle Volanti sono immediatamente entrati in azione: il nordafricano era a terra grazie all’intervento provvidenziale di alcune persone presenti. Vicino a lui  la donna romena, che gli investigatori hanno immediatamente riconosciuto per la sua attività di prostituta proprio nella zona della stazione. Il nordafricano ha reagito quando i poliziotti hanno cercato di bloccarlo e disarmarlo. In mano aveva un coltello multiuso con la lama aperta. Immobilizzato Khamais Dinari è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

Grazie ai testimoni la polizia ha ricostruito la dinamica dell’aggressione. Inoltre è stato anche semplice delineare il movente: la vendetta personale. Due anni prima Dinari, che era solito “taglieggiare” le prostitute straniere per ottenere denaro e regali, aveva ricevuto un no proprio dalla vittima. La romena non aveva ceduto alle richieste estortive. Rifiuto che scatenò l’ira del tunisino: in un’occasione, per darle una lezione, arrivò a ferirla ad una gamba. Per quel gesto Dinari fu arrestato e condannato a due anni con l’accusa di lesioni aggravvate. Ieri, da poco uscito dal carcere, si voleva vendicare. Ma anche questa volta sono scattate le manette.


 


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