CATANIA – La pista esiste ed è quella se non della sfera familiare, di rapporti ci amicizia molto stretta. Su questo filoni si muovono i carabinieri della Compagnia di Piazza Dante e del Nucleo Operativo che indagano sul ferimento di una sedicenne a San Cristoforo. Raggiunta in pieno volto da un proiettile, probabilmente partito accidentalmente, nel corso di una discussione o di una lite all’interno di un appartamento in via Trovatelli lo scorso lunedì. Anche se al momento sono solo ipotesi. La notizia è riportata sul quotidiano La Sicilia di oggi, nell’articolo firmato da Concetto Mannisi. La giovane, fortunatamente, non è in pericolo di vita e – secondo quanto riportato dal giornale – è stata trasferita a Messina per ulteriori accertamenti, e forse dovrà subire un intervento chirurgico di ricostruzione facciale. A condurre l’inchiesta per tentato omicidio è il sostituto procuratore Giovannella Scaminaci, come svela il portale Cataniaoggi.
I FATTI. Lunedì sera intorno alle 11 arriva al 112 una segnalazione di spari nel cuore di San Cristoforo. Dalla sala operativa sono allertati i militari di Piazza Dante per competenza territoriale, partono una serie di controlli incrociati. E’ così che si viene a conoscenza del ricovero di un’adolescente al Vittorio Emanuele per una ferita al volto causata da un colpo d’arma da fuoco. I carabinieri coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo si presentano nell’appartamento di Via Trovatelli (siamo nella zona tra piazza San Cristoforo e il Tondicello della Playa). Si sentono testimoni, diretti e indiretti, si fanno i dovuti rilievi. Al termine la procura apre un fascicolo per tentato omicidio: i sospetti vanno – come detto – nella sfera personale. Il muro dell’omertà purtroppo sta rendendo difficile ricostruire l’esatta dimanica. Si ipotizzano diverbi all’interno della sfera di conoscenze familiari (o amicali): quella sera, forse, è scattata una lite durante la quale è partito il colpo che ha ferito la giovane donna, che molto probabilmente è rimasta coinvolta (e vittima) senza essere neanche protagonista dell’alterco. Il lavoro si muove a 360 gradi. Secondo fonti investigative non è stato eseguito ad alcuna persona lo stub per rilevare tracce di polvere da sparo. Da questo si comprende che le persone su cui cadono i sospetti degli inquirenti non sono stati ancora rintracciati. Escluso in maniera totale qualsiasi collegamento con il crimine organizzato.

