"Ecco la mia vita di prof disoccupata"

“Ecco la mia vita di prof disoccupata”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera che spiega tante cose sulla scuola. Riceviamo e pubblichiamo volentieri. Non perché ci faccia piacere la situazione di allarme. Ma perché è giusto che il disagio sia raccontata dalla viva voce di chi, ingiustamente, lo subisce.
LETTERA APERTA
di
2 min di lettura

Triste, sconvolta, sconsolata, demoralizzata e non so quanti altri aggettivi possano meglio descrivere il mio stato d’animo in questo momento.
Mi presento: mi chiamo Giuseppina (Giusi) Buttitta, ho 37 anni, amo la matematica ma assai di più insegnarla! Ho capito, intuito e coltivato questa passione dalla tenera età di 15 anni e ho impostato tutta la mia vita in funzione del raggiungimento di questo obiettivo: insegnare matematica, appunto.
Così, nel 1996 conseguo l’agognata laurea! Inutile dire quanto sia stato per me faticoso e impegnativo lo studio di materie come l’analisi matematica non avendo le giuste basi, provenendo non da un liceo scientifico bensì da un magistrale, ma la passione e la forza di volontà erano tali da farmi superare tutti gli ostacoli e le difficoltà.
Comincio subito a lavorare nelle scuole private (in alcuni casi senza stipendio) ma ottenevo e cominciavo ad accumulare punteggio. Negli anni partecipo anche ai Corsi Concorsi banditi dalla Sovrintendenza Scolastica Regionale per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento e al Concorso a Cattedre per insegnare Matematica e Scienze alla scuola media, che supero con tanto sacrificio ma anche con merito. Quindi, nel 2000, mi inserisco nelle Graduatorie Provinciali permanenti che cominciano a chiamarsi “a esaurimento” (mi spiegano che non ce ne saranno altre, né successivi inserimenti se prima non si esaurisce quella in corso). Qui la prima enorme delusione: la graduatoria viene inspiegabilmente riaperta per permettere ai primi abilitati della Sissis di inserirsi (fra l’altro non si capirà mai perché la loro abilitazione veniva valutata 30 punti piuttosto che 3 punti come succedeva a me e agli altri come me!). Conseguenza di ciò è che io vengo inesorabilmente scavalcata in graduatoria da diversi colleghi molto più giovani di me e senza alcuna esperienza di insegnamento.
Nonostante tutto, riesco a lavorare ogni anno, accettando qualsiasi sede: lontanissima da casa o in un cosiddetto quartiere a rischio.
Oggi, al 14^ anno di precariato, mi ritrovo inesorabilmente disoccupata!
Mi resta la soddisfazione di aver finora svolto questa professione con grande trasporto, serietà e cuore! Parlo di soddisfazione perché gli esiti dei miei alunni sono stati sempre caratterizzati da un enorme progresso rispetto ai livelli di partenza. È stato molto bello sentirsi dire: “lo sa, prof? Finalmente, con lei capisco la Matematica!”, oppure “Io non avevo mai fatto i compiti di matematica a casa ma,da quando c’è lei che mi spiega gli argomenti e me li fa capire, non vedo l’ora di andare a casa per svolgerli!”, o ancora: “Ma come è riuscita a far studiare mia figlia…?”
Oggi sono ancora più triste rileggendo i messaggi di affetto e di gratitudine che i miei, ormai ex, alunni mi hanno scritto su facebook dopo che, alla loro richiesta di tornare a essere la loro prof , ho dovuto rispondere che non sarei stata né con loro né con nessun altro, perché ero rimasta …senza lavoro!
Giusi Buttitta


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