PALERMO – Il quadro è sconfortante. Da qualsiasi lato la si voglia guardare, la situazione dell’economia siciliana è al collasso. Soltanto nel 2012, secondo i dati emersi dall’ultimo Report della Fondazione Curella, il tasso di disoccupazione in Sicilia ha raggiunto il 18,4%. I posti di lavoro persi sono stati circa 100 mila e l’anno in corso non ha di certo fatto registrare un cambio di passo. Anzi. Le richieste di cassa integrazione in deroga nel 2012 sono state 19 mila mentre le aziende in liquidazione hanno raggiunto l’altissimo numero di 5.183, con un incremento del 6% rispetto il 2011. Un “bollettino di guerra”, l’hanno più volte definito i sindacalisti. Che, spesso, nella migliore delle ipotesi, riescono a portare a casa la “vittoria” della cassa integrazione. Sì, perché di questi tempi, avere un “sostegno al reddito” che non c’è più è già un lusso. Alle “vertenze calde” il nuovo numero di “S” dedica un servizio: l’articolo di Eliana Marino svela quali lavoratori si leccano le ferite e quali nomi altisonanti dell’economia siciliana abbandonano il campo.
L’elenco comprende oltre 4.500 lavoratori. E va dal commercio al turismo, dai servizi all’edilizia e ai trasporti. Non solo Gesip e Fiat, insomma: nell’elenco ci sono molti nomi noti dell’imprenditoria palermitana, alcuni alberghi e varie aziende parapubbliche. Per una situazione che, al di là delle previsioni ottimistiche, peggiora a vista d’occhio.
Il mensile traccia un bilancio delle aziende in difficoltà: non solo Gesip e Fiat in un universo che mette in dubbio lo stipendio per migliaia di dipendenti.
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