Abbandono d'incapace | Assolto proprietario di un ospizio

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La sentenza d'appello.

Palermo
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1 min di lettura

PALERMO – La corte d’assise d’appello di Palermo ha assolto con la formula perché il fatto non sussiste Salvatore Vaccaro, proprietario della casa di riposo “Oasi e serenità”, accusato di abbandono di incapace. Un ospite della struttura, nel 2010, tentò di fuggire di notte e cadde da un muro. Morì, un mese dopo l’incidente, per le ferite riportate. In primo grado Vaccaro aveva avuto tre anni e sei mesi. Secondo l’accusa, l’anziano era depresso e aveva già tentato la fuga, quindi sul titolare della casa di riposo gravava un obbligo di vigilanza ulteriore. Per la difesa dell’imputato, assistito dall’avvocato Enrico Tignini, la vittima non aveva mai manifestato segni di depressione e comunque il reato di abbandono di incapace, come delineato dalla giurisprudenza, non è applicabile alla vicenda. La corte ha revocato le provvisionali immediatamente esecutive riconosciute ai familiari dell’anziano, costituiti parte civile.

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