Addio a un altro pezzo di storia | Chiude il negozio Torregrossa - Live Sicilia

Addio a un altro pezzo di storia | Chiude il negozio Torregrossa

Il negozio Torregrossa di Via Ruggero Settimo

La storica insegna aperta dal 1937 non ha retto alla crisi. Tagliati 10 posti di lavoro

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PALERMO – Aveva appena celebrato ottant’anni di presenza nel centro storico, ma la crisi economica lo costringe a chiudere i battenti. Il negozio di abbigliamento Torregrossa di via Ruggero settimo cesserà l’attività a gennaio, con dieci persone che in questo modo rimarranno senza lavoro e la fine di un’insegna tradizionale del commercio palermitano.

L’azienda è stata fondata nel 1934 da Pasquale Torregrossa, mentre risale al 1937 l’apertura del punto vendita di via Ruggero settimo. Come per altri negozi storici che hanno dovuto chiudere negli ultimi anni, anche la cessazione delle attività di Torregrossa è legata al cambiamento del tessuto economico di via Ruggero settimo, che ha visto la crescita dei costi di gestione e di affitto e l’arrivo di un numero sempre maggiore di grandi marchi. Ma tra le cause ci sono anche la crescita del commercio elettronico e la crisi economica che ha eroso il potere d’acquisto delle classi medie, tradizionale bacino di riferimento dei negozi del centro storico di Palermo.


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Commenti

    Mi dispiace molto.. però un paio di calze 50 euro…

    Palermo é terra di conquista di marchi stranieri e in centro c’é roba di scarsa qualità.
    Evidentemente l’utenza é questa…
    Effettivamente non si possono pagare delle calze 50€.

    Viva la globalizzazione! Viva viva! Avanti così fino alla disintegrazione!

    Era anacronistico e carissimo, inevitabile

    Registriamo con immensa tristezza questa notizia davvero inaspettata. Chiude un negozio che ha rappresentato in modo eccellente la vera borghesia: stile discreto ma sempre elegante, ogni articolo era selezionato per la sua qualità e non per la griffe. Perfino i commessi si distinguevano per lo stile e la cortesia – purtroppo – d’altri tempi. Abbiamo capito che tutto ciò non paga. Peccato.

    É chiaro che non si può dare sempre la colpa in questi casi alle istituazioni che
    hanno governato la città , però , é da molti decenni che le attività commerciali ,
    moltissime le così dette storiche chiudono , sebbene la ZTL , che
    limitando l’accesso alle macchine , e migliorando la quantità della vita ,
    avrebbe dovuto attrarare più gente , sebbene le pedonalizzazioni , create
    con lo stesso obiettivo , tutto ciò non ha prodotto i vantaggi previsti .
    Allora cosa non ha funzionato , perché questa emorragia continua .
    Un bravo medico di fronte una tale epidemia , cerca di scoprire le cause ,
    per produrre gli anticorpi che la possa fermare . Qui i nostri medici
    ( amministratori ) si affidano ai vari sciamani per combattere la malattia ,
    con esorcismi vari. Nel mentre le saracinesche continuano ad abbassarsi
    senza nessuna idea di progetto per creare le basi per una inversione di rotta.
    In Europa nei centri storici continuano a vivere attività commerciali e
    artigianali che ne hanno fatto la storia , non potete copiare da loro ?
    Forse potrebbero darvi un’ idea , ma noi abbiamo abbandonato
    l’idea di progetto europeo , ora pensiamo a diventare una capitale nordica
    dell’ africa .
    P. S. ma le associazione che difendono le attività commerciali , e artigianali
    hanno queste un’idea da sottoporre all’ amministrazione ?

    Evidentemente, un paia di calze X il valore da 50€ , se lei vuole spendere meno
    Scelga un altro negozio da spendere meno ,non credo che sia X le calze il negozio decide di chiudere , se mi dice che proprio ë inqurdabile X l’immagine condivido

    Probabilmente anacronistico…non sapevo delle calze a 50 euro, ma ho notato l’altra volta che dei bei giubbotti invernali erano in vendita a 250 euro, meno della metà rispetto ai 500-600 che vedevo qualche anno fa…forse un tentativo tardivo di adeguarsi al mercato odierno, certo che con la crisi attuale non può più reggere l’argomentazione della ottima camicia a prezzi superiori a 100 € e, quando negli altri negozi specializzati I prezzi sono nettamente inferiori e e pazienza se la qualità anziché ottima è più che buona…

    Non diamo la colpa agli altri quando un pigiama costava 150 euro, un paio di calze 50, e accanto le compri a un quarto di prezzo, che volete? Che per fare onore alla storia ci si rimette?

    Anche per i prezzi troppo alti,non sono più i tempi in cui si poteva spendere anche 50 euro per un paio di calze!

    L’amministrazione attuale (da tanti anni purtroppo) è totalmente ignorante in fatto di commercio,di avere idee per portare benefici ai commercianti e ai cittadini. Quindi cosa possiamo pretendere….

    Considerando che i commercianti,hanno degli utili altissimi sull’abbigliamento,considerando che sono abituati da sempre a un tenore di vita altissimo alcuni titolari di negozi,oggi purtroppo le cose non vanno più come una volta….e così crolla tutto.

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