PALERMO- In morte di Giovanni Ferro, le necrologie social raccontano che persona garbata e perbene fosse e quanto sia inaccettabile questo morire che toglie di mezzo qualcuno, soprattutto quando ci separa dalle persone a cui vogliamo bene.
Basta leggerle – alcune, non tutte – in rapida sequenza, con il nome dell’autore in calce: “Amico caro, amico sincero, amico prezioso, uomo galante, politico serio, onesto, preparato! Anima bella. E’ stato un privilegio avere la Tua stima e il Tuo affetto. Mai una volta hai perso la calma con me. Sempre con il tuo tono pacato e suadente a consigliarmi le soluzioni più sagge. Giovanni, non ero preparata a questo. Ci abbiamo scherzato sopra un sacco di volte ma non doveva succedere e non così presto, senza parlarci , senza salutarci. Sarai un pensiero bello che mi accompagnerà sempre”. (Sonia Spallitta).
“Ciao, Giovanni. Per me resterai sempre l’attore di “Finale di partita” nella palestra occupata del liceo Meli. Il compagno di classe che mi fece conoscere gli Inti Illimani”. Adesso vola, libero e sorridente. Come sempre. (Fabrizio Lentini)
“Con grande dolore ci stingiamo vicini alla moglie e alla figlia di Giovanni Ferro, morto nella notte a seguito di una grave malattia. Giovanni, nella sua vita tessuta di passione politica, impegno sociale e culturale, è stato anche collaboratore di Rita Borsellino e socio fondatore di questo Centro studi. Ciao Giovanni sarai sempre nei nostri cuori!”. (Centro studi paolo Borsellino)
“Con te ho cominciato a fare politica, nella sede di Primavera Siciliana, di via Villafranca. Mi “costringesti” con il tuo garbo, con la tua signorilità, a cui non seppi dire di no, a candidarmi nella settima circoscrizione. Un vero Politico, un uomo perbene, un uomo colto. Un grandissimo dolore”. (Maruzza Battaglia)
“Giovanni che dolore, vai via in punta di piedi, vai via in una calda atipica giornata di gennaio, senza aspettare la primavera che tanto hai fatto per portarla a Palermo. Abbiamo condiviso quella straordinaria esperienza guidata da Rita, quando una nuova stagione poteva cambiare il destino della nostra terra. Ci siamo illusi, ci abbiamo creduto, ci siamo battuti. Grazie per esserci stato. Buon viaggio!”. (Masino Lombardo)
“Ciao Giovanni, con te va via un altro pezzo della stagione in cui sognammo di cambiare Palermo e la Sicilia. La sfida continua, ma quanta amarezza nel cuore”. (Sergio Lima)
Perché alla fine la sensazione è che la morte di uno così amato sia un po’ la morte, l’inverno, di quasi tutti.

