Professore aggredito a San Vito Lo Capo, si scava sui social

Nella mente del ragazzino. Odio social: “Pronto a partire…”

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Il professore aggredito a San Vito Lo Capo

PALERMO – Frasi, simboli, riferimenti ad altri episodi violenti nel mondo della scuola. C’è un lato inquietante nel profilo TikTok dell’undicenne che ha tentato di accoltellare il suo professore a San Vito Lo Capo. “Sono un bravo ragazzo, credo”, ha scritto nelle poche note biografiche. I suoi post, però, si nutromo di odio e disagio.

Prima di presentarsi armato di due coltelli (uno da portata, usato contro il professore, e l’altro per uso agricolo, rimasto nello zainetto) aveva scritto “non datemi la colpa per quello che farò fra quattro ore”.

Su TikTok era già tutto previsto e messo in mostra. Una vetrina dell’orrore. Anche il caschetto da bici nero che il ragazzino ha indossato nel bagno della scuola media prima di entrare in classe e su cui aveva fissato il cellulare. Il tentativo di aggressione sarebbe stato trasmesso in diretta su un canale Telegram.

Il caschetto e i simboli

Il caschetto è pieno di parole e simboli. C’è scritto “Incel” (abbreviazione di involuntary celibate, celibe involontario): è una subcultura online composta prevalentemente da uomini che non riescono ad avere relazioni sessuali o sentimentali.

Nei forum sviluppano teorie estreme e misogine. Un mondo che non dovrebbe appartenere a un ragazzino. Poi un elenco di nomi che rimanda alla cronaca nera. “Columbine”, nome del liceo in Colorado dove il 20 aprile 1999 avvenne una della più cruente stragi nel mondo scolastico: due studenti di 17 anni del liceo di Littleton, vicino Denver,  aprirono il fuoco su compagni e insegnanti. Prima di suicidarsi in biblioteca uccisero 12 studenti e un insegnante.

Sul caschetto si leggono i nomi “Elliot” e ‘Audrey Hale”. Il 23 maggio 2014, Elliot Rodger, 22 anni, uccise sei persone vicino al campus dell’Università della California, a Santa Barbara, prima di spararsi.
Audrey Hale nel 2023 si presentò in scuola di Nashville e uccise sei persone con un fucile, fra cui tre bambini. E poi altri segni e simboli che i carabinieri, coordinati dalla procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, stanno cercando di decifrare.

Analizzati i commenti social

Si analizzano anche i commenti degli altri utenti. Qualcuno sapeva e non lo ha fermato o, peggio, ha istigato l’undicenne che si è presentato in classe per accoltellare il professore di Tecnologia? Quali sono i gruppi social frequentati dal ragazzino che ne ha subito il fascino macabro fino ad esserne plagiato? Il 3 giugno è stato fissato un consiglio scolastico straordinario per capire quali provvedimenti adottare e soprattutto per riflettere su quanto accaduto.

“Fit to go to school”(pronto  a partire per la scuola), ha scritto il ragazzino annunciando la sua missione.

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