Ai forestali i soldi delle strade |E la Cgil critica e applaude

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Soldi del Fondo di sviluppo e coesione per pagare il lavoro dei forestali. La sigla degli edili della Cgil critica il governo. Plaude quella dei lavoratori agricoli.

PALERMO – Il fatto: per pagare i forestali siciliani, il governo regionale vuole attingere al Fondo di sviluppo e coesione (che dovrebbe finanziare infrastrutture) per 87,9 milioni. E sono solo un pezzo dei 780 milioni a cui il Cipe dovrebbe cambiare destinazione per finanziare sostanzialmente spesa corrente. Ne dava notizia stamattina Repubblica nella sua edizione palermitana, citando nell’articolo la reazione critica del sindacato. Dice Franco Tarantino, segretario regionale della Fillea Cgil: “Com’è possibile che un altro assessore, quello delle Infrastrutture, si faccia scippare per due volte queste risorse? L’azione di governo è concertata o no?”.

Domanda certo legittima. Curioso però che proprio dalla sigla di categoria dei lavoratori agricoli della stessa Cgil, la Flai, arrivino note di giubilo e di rivendicazione della paternità dell’operazione: “E’ il risultato della nostra iniziativa, vigileremo adesso fino alla definitiva soluzione della vicenda”, dice in una nota che annuncia la sospensione dello sciopero in programma domani il segretario della Flai Salvatore Tripi insieme ai colleghi di Fai e Uila Fabrizio Colonna e Gaetano Pensabene – .

Insomma, lo stesso sindacato che rimprovera al governo regionale di andare in ordine sparso, va a sua volta in ordine sparso sul tema. Tanto che lo stesso Tripi con un’altra nota tiene a puntualizzare: “Con il disimpegno dei fondi FSC per 87,9 milioni e la riprogrammazione  a favore del settore forestale non solo non viene meno nessuna opera pubblica, ma si produce un avanzamento della spesa comunitaria nell’ambito degli interventi contro il dissesto idrogeologico, per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio”.

Tripi, osserva peraltro  che “le opere pubbliche che non si è stati in grado di realizzare con quelle risorse nell’ambito della vecchia programmazione europea sono previste dalla nuova programmazione, di fatto dunque non vengono meno”. Il segretario della Flai ricorda invece gli ultimi disastri ambientali della Sicilia orientale definendo “del tutto opportuna la spesa per prevenirli con attività che passano attraverso il lavoro dei forestali di cui non si può certo pensare di fare a meno. Il diritto dei forestali al lavoro- aggiunge- si incontra dunque con l’esigenza di interventi sul territorio, ancora più urgenti in vista dell’inverno”. Tripi conclude dicendo che “ il tema non è dunque gli stipendi ma il fatto che si sta investendo per la salvaguardia del territorio , per la quale i forestali svolgono un ruolo importante, garantendo al contempo il diritto al lavoro in una regione ad alto tasso di disoccupazione come la Sicilia”.

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