“Affidatevi a me, i grillini li ho già sconfitti”. Così proclamò – secondo sussurri di stampa – Saro il Pallonaro, all’indomani del rovescio elettorale siciliano. E noi non possiamo fare a meno di rendere omaggio al suo gargarismo, al suo petto gonfiato, esposto contro ogni avversità.
Saro il Pallonaro più che una figura in carne ossa è il nostro fumetto preferito. Confessiamolo ancora: non possiamo farne a meno. Non possiamo fare a meno delle sue battute d’avanspettacolo. Se non esterna qualcosa, qualunque cosa, ci restiamo male; non sappiamo più rinunciare alla sapienza con cui egli ci indirizza, spiegando ai profani gli snodi cruciali, le chiavi dell’universo politico. E il bello è che non devi andare nemmeno in edicola per mettere le mani su cotanto eroe; trattasi di fumetto auto-prodotto e auto-diffuso: viene a casa, apre la porta e si accomoda in soggiorno. Ovviamente, ha una risposta per ogni rovello.
I grillini, di trazzera in trazzera, stanno fabbricando la via maestra che li porterà a Palazzo d’Orleans? Non importa. C’è Saro sull’uscio, con la spada segnata da antichi proverbi gelesi, con la corazza antimafiosa, con lo scudo brunito d’acciaio e di retorica. Ci penserà lui a respingere i fanti del Cancellerato (nel senso di Giancarlo).
La Sicilia brucia, nell’impotenza di chi ha perso tutto, per un’ondata di caldo e di criminalità e, magari, può venire il dubbio che sia mancato qualche ingranaggio alla macchina della prevenzione? Non lamentatevi, giacché Saro ha la pallonata pronta. Tutto è stato fatto a puntino e predisposto per come era giusto. Dunque, la colpa è solo della mafia: che altro andate cercando? Fumetti e pallonate a gogò – come si vede – pagine e pagine di frasi destinate a passare non alla storia, ma alla geografia di una catastrofe, didascalie del nulla sul foglio del niente.
Saro il Pallonaro non si scoraggia, non arretra, non vuole mai risultare inosservato ed è convinto di piacere a tutti. Anche al siculo e ineffabile Pd, evidentemente disposto a perdere la Sicilia, pur di non perdersi nemmeno un minuto del grande show.

