Al cabaret del diritto

Al cabaret del diritto

Al cabaret del diritto

Il corsivo. La strana dimenticanza del governo in un processo su mazzette e discariche. I troppi "condizionali" nella nota dell'Avvocato dello Stato. E l'ombra di una impostura amministrativa.

A leggerle bene, le carte, il dubbio appare lecito. Nemmeno l’Avvocato dello Stato, sul cui parere la giunta regionale ha fondato la costituzione di parte civile (grottescamente fallita) al processo contro il dirigente Gianfranco Cannova, era così convinto di quanto affermava il governo. Cioè della mancata notifica a Palazzo d’Orleans del rinvio a giudizio. L’errore che avrebbe giustificato il clamoroso ritardo della Regione.

Nemmeno l’avvocato dello Stato Pierfrancesco La Spina, insomma, era così certo che il governo “non sapesse”. Una incertezza che poggia tutta sui tanti condizionali che puntellano la nota richiamata dall’esecutivo nella delibera di giunta del 18 febbraio scorso. “La Scrivente, – si legge nel documento dell’Avvocato dello Stato – compulsando gli atti presenti al fascicolo dibattimentale, ha però rilevato che il decreto di rinvio a giudizio degli imputati non risulta notificato a codesta Presidenza. Tale circostanza – ecco affiorare, progressivamente, i dubbi – che andrà ovviamente accertata dagli Uffici di codeste Amministrazioni, ove effettivamente reale, potrebbe, in tesi, consentire di chiedere la rimessioni in termini perché la costituzione di parte civile avvenga”.

Quella mancata notifica, scrive l’Avvocato dello Stato, “andrà ovviamente accertata”, e solo “ove effettivamente reale”, “potrebbe”, “in tesi”. Dubbi talmente forti da apparire quantomeno insoliti. E che suonano quasi come un pilatesca tentativo di prendere “eventualmente” le distanze. Quasi una profezia, visto l’esito di oggi all’udienza, dove i magistrati hanno sventolato, sotto il naso del governo, la notifica mai notificata.

Ma la nota dell’Avvocato dello Stato, al di là della “forma” e degli step processuali, entra chiaramente nel merito del presunto enorme scandalo denunciato dal governatore. Un “caso”, quello del funzionario della Regione accusato di avere intascato mazzette per oliare alcune autorizzazioni per le discariche siciliane, che in quei giorni riempì conferenze stampa colme di indignazione. Fece gonfiare il petto all’attuale assessore alla Formazione e allora, appunto, assessore al Territorio Mariella Lo Bello. Giorni in cui si accennò a una possibile, nuova tangentopoli. Si sottolineò la capacità del governo della “rivoluzione” di toccare incrostazioni e interessi che nessuno, fino ad allora, aveva potuto o voluto eliminare.

Eppure, l’Avvocato dello Stato, molto candidamente, spiega che sì, per carità, c’è un procedimento giudiziario e delle responsabilità da verificare. Ma, “considerati i tempi in cui la richiesta (di rinvio a giudizio) è pervenuta: ad udienza preliminare già celebrata, e considerando che da quel primo esame degli atti disponibili non si evidenziava in effetti alcun danno patrimoniale per l’Amministrazione, se non quello astrattamente connesso alla lesione dell’immagine, è stato espresso parere sulla inopportunità della costituzione di parte civile”.

Un passaggio che finisce per far affiorare le ombre di una “doppia impostura”. Il primo dubbio, in effetti, è quello: il grande scandalo, la nuova tangentopoli, dove sono finiti? O lo scandalo non era tale (al di là degli utilissimi effetti mediatici) o la ‘distrazione’ del governo è incomprensibile.“Non si evidenziava alcun danno patrimoniale alla Regione”, scrive del resto l’Avvocato dello Stato, ammettendo esplicitamente di essersi già espresso in prima battuta su questo caso. Consigliando alla Regione di “non costituirsi parte civile”. Prima di affermare il “difetto di notifica”, smentito clamorosamente dalla Procura di Palermo. E in effetti l’avvocato dello Stato lo aveva detto: “Tutto andrà accertato. Ove effettivamente reale. In tesi”. Cioè in teoria. Quando si dice “l’incertezza del diritto”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI