CATANIA – Sebbene la comicità sia inusuale in Federico García Lorca, ecco una delle farse meno conosciute in cui si esprime il brio del popolo andaluso. Nell’esaltare l’ingegno dei giovani, Lorca mette in scena il tema delle nozze forzate per questioni economiche. Tuttavia si scorge in quest’opera, nata per il teatro dei pupi, un sentimento nuovo caratteristico dell’avanguardia: la necessità di recuperare la cultura popolare con occhio nuovo, anche attraverso musiche tradizionali che accompagnano i quadri. Rosita (F. Feltri), innamorata di Cocolice (D. Cannavò), è obbligata dalla madre (F. Di Stefano) a sposare il vecchio ubriacone e violento don Cristobal (S. Stella) che la “compra” con il denaro.
Nel frattempo, il precedente innamorato della fanciulla, Currito (A. Piccione), che l’aveva abbandonata per cercare fortuna altrove, ritorna chiedendo la sua mano. Le scene si avvicendano tra il grottesco del surreale e la comicità dell’equivoco fino all’incontro dei tre uomini di Rosita nella stessa stanza. Ma l’amore vince e Rosita potrà riabbracciare Cocolice, dire addio per sempre al temibile don Cristobal e dimenticarsi di Currito. Risate assicurate in una farsa che annovera altri personaggi di paese con le loro fissazioni e le loro tipiche personalità, come il barbiere canterino, il calzolaio timoroso, i giovani ubriaconi ed i folletti della notte.
Títeres de Cachiporra è tradotto e adattato da Giovanna Manola, che ne ha curato anche la regia aiutata da David Marchese, con musiche della tradizione popolare andalusa cantate e suonate dal vivo da Antonio Indelicato, Giovanna Manola, Claudio Aiello e Mimmo Aiola. Lo spettacolo andrà in scena al teatro Tezzano, di via Tezzano a Catania, venerdì 7 e sabato 8 febbraio alle 20 e domenica 9 alle 18. Il prezzo del biglietto è di dieci euro, ridotto otto. Info e prenotazioni ai numeri 392 8253454 – 329 8605037.

